Proposta di legge regionale n. 48 presentata il 23 luglio 2010
Azioni per prevenire e contrastare il fenomeno del mobbing e lo stress psico-sociale nei luoghi di lavoro.
Primo firmatario

ARTESIO ELEONORA

Altri firmatari

CERUTTI MONICA

Art. 1 
(Finalità)
1. 
La Regione Piemonte, in attuazione degli articoli 1, 2, 3, 4, 21, 32, 35 e 41 della Costituzione, nel rispetto della normativa statale vigente e dell'ordinamento comunitario, al fine di tutelare l'integrità psico-fisica delle persone nei luoghi di lavoro, promuove azioni ed iniziative volte a prevenire e contrastare fenomeni di molestie morali, persecuzioni e violenze psicologiche sui luoghi di lavoro, di seguito denominate mobbing, posti in essere da parte del datore di lavoro o da soggetti in posizione sovraordinata.
Art. 2 
(Competenze della Regione)
1. 
Per le finalità previste nell'articolo 1, la Regione Piemonte promuove, in collaborazione con le parti sociali interessate e tramite l'Osservatorio Regionale sul mobbing e il disagio lavorativo previsto nell'articolo 8 e con le strutture socio-sanitarie locali, azioni di prevenzione, formazione, informazione, ricerca ed assistenza legale, psicoterapeutica e medico-legale.
Art. 3 
(Formazione)
1. 
La Regione Piemonte promuove corsi di formazione sul fenomeno mobbing rivolti, in particolare, ai seguenti soggetti:
a) 
operatori dei Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro e della Salute Mentale;
b) 
medici di base;
c) 
operatori degli Istituti di previdenza e di assistenza;
d) 
operatori dell'Ispettorato del lavoro;
e) 
datori di lavoro e responsabili della gestione del personale e dell'organizzazione;
f) 
responsabili dei Servizi di Prevenzione e Protezione, medici competenti e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza del settore pubblico e privato che fanno parte del sistema della prevenzione;
g) 
operatori degli sportelli di assistenza e accoglienza previsto nell'articolo 7;
h) 
consiglieri delle Commissioni pari opportunità.
Art. 4 
(Informazione e ricerca)
1. 
La Regione promuove:
a) 
campagne informative ricorrenti per favorire la più ampia conoscenza della legge, delle azioni ed interventi in essa previsti ed attuati;
b) 
sensibilizzazione dell'opinione pubblica sui danni derivanti dal mobbing;
c) 
l'elaborazione e la diffusione di studi e ricerche sul mobbing, anche tramite l'Osservatorio Regionale sul mobbing e il disagio lavorativo previste nell'articolo 8 e le Aziende Sanitarie Locali (ASL);
d) 
la realizzazione di strumenti permanenti di documentazione e informazione;
e) 
l'attivazione di corsi post-laurea nelle discipline specifiche oggetto della legge.
Art. 5 
(Assistenza legale, medico-legale e psicoterapeutica)
1. 
La Regione concede incentivi per la diagnosi dei casi di mobbing nonché per l'assistenza legale, medico-legale e psicoterapeutica per le vittime del mobbing nei luoghi di lavoro e fornisce eventuale assistenza ai loro familiari. A tal fine la Regione ha la facoltà di stipulare convenzioni con associazioni no profit e tutte le strutture dell'ente pubblico.
2. 
La Giunta regionale, entro nove mesi dall'entrata in vigore della legge, definisce i criteri e le modalità per le azioni previste nel comma 1, sentite le commissioni consiliari competenti.
Art. 6 
(Consigliere di fiducia della Regione Piemonte)
1. 
Il Consiglio regionale, con le modalità previste nella legge regionale 23 marzo 1995, n. 39 (Criteri e disciplina delle nomine ed incarichi pubblici di competenza regionale e dei rapporti tra la Regione ed i soggetti nominati), nomina il Consigliere di fiducia della Regione Piemonte, individuato fra soggetti esterni.
2. 
La funzione di consigliere di fiducia è incompatibile con l'espletamento di qualunque attività professionale, imprenditoriale, commerciale o di pubblica funzione che può costituire conflitto di interessi con la Regione.
3. 
Il Consiglio regionale, con regolamento, individua ulteriori criteri e modalità per l'espletamento delle funzioni del consigliere di fiducia.
Art. 7 
(Sportelli di assistenza e accoglienza alle vittime del mobbing)
1. 
La Regione promuove l'istituzione di sportelli di assistenza e accoglienza alle vittime del mobbing per l'ascolto e orientamento presso i Comuni o le Province che collaborano con le associazioni competenti in materia.
2. 
Ogni provincia istituisce almeno uno sportello con le seguenti competenze:
a) 
fornire consulenza in ordine ai diritti del prestatore di lavoro;
b) 
orientare il prestatore di lavoro presso le strutture di supporto previste negli articoli 5 e 6;
c) 
segnalare con il consenso del lavoratore, i casi di presunto mobbing o di disagio lavorativo ai servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell'ASL territorialmente competente.
Art. 8 
(Osservatorio Regionale sul mobbing e il disagio lavorativo)
1. 
È istituito l'Osservatorio Regionale sul mobbing e il disagio lavorativo con sede presso l'assessorato competente in materia di lavoro.
2. 
L'Osservatorio è composto da:
a) 
l'assessore regionale al lavoro che lo presiede e l'assessore alla sanità con ruolo di vice presidenza;
b) 
un membro designato dal Comitato regionale di coordinamento per la sicurezza nei luoghi di lavoro di cui all'articolo .del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell' articolo 1 della legge 3 agosto 2007 n. 123 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro);
c) 
il dirigente regionale del Servizio di prevenzione, o suo delegato;
d) 
un rappresentante designato dalla direzione regionale del lavoro;
e) 
un rappresentante designato congiuntamente dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori, confederali ed extraconfederali;
f) 
un rappresentante designato congiuntamente dalle organizzazioni dei datori di lavoro;
g) 
la consigliera regionale di parità;
h) 
un medico dei servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro;
i) 
uno psicologo e altre figure specialistiche individuate dall'Assessorato alla Sanità nell'ambito dei servizi delle ASL;
j) 
un avvocato esperto di diritto del lavoro, da individuare nell'ambito dell'Ufficio legale della Regione Piemonte;
k) 
il consigliere di fiducia della Regione Piemonte;
l) 
un membro designato congiuntamente dalle associazioni con competenze specifiche sul disagio lavorativo.
3. 
L'Osservatorio è costituito con decreto del Presidente della Giunta regionale entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge. Il suo funzionamento è disciplinato da apposito regolamento interno. Le funzioni di segreteria sono svolte dalla struttura dell'assessorato competente in materia di lavoro.
4. 
L'Osservatorio svolge le seguenti competenze:
a) 
formula proposte alla Giunta regionale in ordine alle azioni ed interventi di cui alla presente legge;
b) 
svolge attività di consulenza nei confronti degli organi regionali, e si raccorda con gli enti pubblici, le associazioni, gli enti privati e le A.S.L. che adottano progetti o sviluppano iniziative a sostegno delle finalità della presente legge;
c) 
si raccorda con i comitati paritetici sul fenomeno del mobbing o organismi analoghi eventualmente previsti dai contratti collettivi di lavoro;
d) 
realizza il monitoraggio e le analisi del fenomeno del mobbing, anche avvalendosi degli enti strumentali della Regione, del supporto delle A.S.L., dei Centri di Ascolto, e delle Associazioni competenti;
e) 
promuove studi, ricerche, campagne di sensibilizzazione e di informazione, anche in raccordo con l'Università di Torino, Università del Piemonte Orientale e con il Politecnico;
f) 
promuove i protocolli d'intesa e le collaborazioni con gli organismi di vigilanza al fine di contrastare il fenomeno del mobbing e dello stress psico-sociale nei luoghi di lavoro anche nell'ambito dello svolgimento delle loro attività istituzionali;
g) 
si raccorda con l'Osservatorio Nazionale presso l'Università "La Sapienza" di Roma e con gli Osservatori istituiti da altre Regioni, Enti ed Istituzioni.
Art. 9 
(Attività di controllo)
1. 
I servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell'ASL territorialmente competenti, sulla base delle segnalazioni ricevute o nell'ambito della loro attività istituzionale, effettuano apposite verifiche nei luoghi di lavoro, per valutare l'esistenza di azioni di mobbing e lo stato di disagio o malattia del prestatore di lavoro, nonché per accertare l'applicazione della legislazione sulla sicurezza del lavoro.
2. 
Presso ogni ASL, collegata ai servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, è istituito un Collegio multidisciplinare di specialisti, provenienti anche dai dipartimenti di Salute Mentale dell'ASL, con il compito di valutare l'eventuale stato di disagio o malattia del prestatore di lavoro e di accertare la connessione tra lo stato di malattia e la condotta di mobbing.
3. 
Il Collegio è composto da:
a) 
un medico specialista in medicina del lavoro con funzioni di coordinamento;
b) 
uno psicologo esperto in test psicodiagnostica;
c) 
un esperto in psicologia del lavoro e delle organizzazioni;
d) 
un medico specialista in psichiatria;
e) 
un medico specialista in neurologia.
Art. 10 
(Misure di tipo amministrativo)
1. 
Nei luoghi di lavoro, nei quali si sono verificati casi di patologie correlate a mobbing, disagio lavorativo e stress psico-sociale, accertato dagli organismi previsti nell'articolo 9 comma 1, la Regione non concede le agevolazioni economiche connesse con la certificazione di qualità e ogni altro contributo regionale e, qualora già ottenute, le revoca, nel caso in cui i datori di lavoro non hanno adottato tutte le misure di tipo preventivo e migliorativo delle situazioni a rischio, previste dall' articolo 28 del decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008.
2. 
La Regione si riserva la facoltà di esperire azione di rivalsa per le spese sostenute verso il datore di lavoro riconosciuto responsabile dell'evento di malattia per violazione di norme di sicurezza.
Art. 11 
(Monitoraggio e valutazione)
1. 
A partire dal secondo anno dall'entrata in vigore della legge, la Giunta regionale riferisce annualmente al Consiglio Regionale sull'attuazione della legge e sui risultati ottenuti nel tutelare l'integrità psico-fisica delle persone nei luoghi di lavoro.
2. 
A tal fine, la Giunta regionale presenta alla commissione consiliare competente una relazione contenente:
a) 
il resoconto delle azioni e degli interventi intrapresi e/o effettuati, in particolare di quelli di cui agli articoli 3, 4, 5, 6, 7, 10 e 11 ed una prima valutazione circa la corrispondenza di tali elementi ai risultati attesi dalla legge;
b) 
l'elenco delle iniziative attivate, e la relativa spesa, per assicurare la più ampia diffusione e conoscenza della legge.
Art. 12 
(Norma finanziaria)
1. 
Per il finanziamento della spesa corrente quantificata in 1.950.000,00 euro, in termini di competenza e di cassa, e stanziata nell'ambito dell'unità previsionale di base (UPB) DB19011 (Politiche sociali e politiche per la famiglia Sviluppo di politiche per la famiglia e la persona e formazione del personale socio -assistenziali Tit. I spese correnti) del bilancio di previsione per l'anno finanziario 2010 si provvede con risorse finanziarie stanziate nell'unità previsionale di base (UPB) DB09011 (Bilancio Bilanci Titolo I spese correnti) del bilancio di previsione per l'anno finanziario 2010.
2. 
Nel biennio 2011-2012, agli oneri di cui al comma 1, pari a 1.950.000,00 annui, in termini di competenza si fa fronte con le risorse individuate con le modalità previste dall' articolo 8 della legge regionale 11 aprile 2001, n. 7 (Ordinamento contabile della Regione Piemonte) e dall' articolo 30 della legge regionale 4 marzo 2003, n. 2 (Legge finanziaria per l'anno 2003).