Proposta di legge regionale n. 51 presentata il 16 giugno 2005
Istituzione del sistema museale regionale.

Titolo I. 
NORME GENERALI
Art. 1 
(Finalità)
1. 
La Regione Piemonte promuove la conoscenza, conservazione e valorizzazione del patrimonio museale regionale, custodito ed esposto nei musei o presente sul territorio, mediante accordi di cooperazione tra le istituzioni al fine di realizzare un sistema museale regionale.
2. 
La Regione Piemonte considera patrimonio culturale unitario della collettività l'insieme delle raccolte museali presenti sul territorio, sia di proprietà pubblica che privata, a prescindere dal titolo della proprietà, dalle caratteristiche della conservazione, dalle forme della gestione.
3. 
La Regione Piemonte, in attuazione degli articoli 4, 5, 7, del proprio Statuto e in quanto titolare delle funzioni amministrative inerenti i musei e le raccolte degli enti locali e di interesse locale opera secondo il principio di sussidiarietà congiuntamente alle Province, ai Comuni e alle Comunità montane al fine di organizzare un sistema museale regionale ad adesione volontaria mediante stipula di apposita convenzione, attraverso la messa in rete delle raccolte museali sia dal punto di vista territoriale sia dal punto di vista tematico, attraverso la programmazione democratica degli interventi, perseguendo intese con gli organi centrali e periferici dello Stato.
4. 
Il sistema museale regionale si articola in sistemi museali territoriali su scala provinciale, subprovinciale e di comunità montana ed in sistemi museali tematici su scala regionale.
Art. 2 
(Musei degli enti locali e di interesse locale)
1. 
La presente legge disciplina l'esercizio delle funzioni amministrative relative ai musei ed alle raccolte degli enti locali e di interesse locale e ad altri beni culturali in gestione alla Regione, alle Province e ai Comuni ai sensi del Capo V del decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 112. La Regione e gli enti locali operano per la valorizzazione, sviluppo e salvaguardia dei patrimoni museali, per la loro gestione a fini educativi, di formazione permanente, di turismo culturale, di crescita sociale, culturale, economica ed occupazionale.
2. 
La Regione e gli enti locali operano secondo i principi fondamentali di sussidiarietà, adeguatezza, efficienza ed economicità contenuti nell' art. 4 della legge 15 marzo 1997, n. 59 e specificati nella legge regionale n. 34 del 20/11/1998.
3. 
La Regione e gli enti locali collaborano con gli altri titolari pubblici e privati dei musei e delle raccolte aderenti al sistema museale regionale, per il conseguimento delle finalità previste all'articolo 1.
4. 
Ai fini della presente legge e ai sensi dell' art. 150 del decreto legislativo 112/98 sono equiparati ai musei e alle raccolte degli enti locali e di interesse locale i beni culturali mobili ed immobili, di proprietà pubblica e privata ed i siti di interesse artistico, storico, ambientale, archeologico architettonico, archivistico, demo-etno-antropologico, documentario, scientifico, frutto della intelligenza umana, che vengono inseriti funzionalmente nella organizzazione del sistema museale del Piemonte.
Art. 3 
(Sistema museale regionale)
1. 
La Regione, in accordo con gli enti locali, promuove l'adesione dei musei degli enti locali e di interesse locale al sistema museale regionale attraverso la stipula di una apposita convenzione e sulla base di una organizzazione regionale unitaria e di una programmazione unitaria degli interventi che valorizzi l'identità culturale e storica del Piemonte. Il sistema museale è lo strumento con il quale gli enti locali attuano la cooperazione e l'integrazione museale, la qualificazione e lo sviluppo dei servizi, la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale del proprio territorio.
2. 
Gli obiettivi della programmazione consistono nell'assicurare ad ogni museo, in relazione alle proprie caratteristiche di istituto ed a quelle del territorio che lo comprende, le dotazioni e prestazioni adeguate per garantirne la funzionalità, la qualità, la rilevanza sociale e l'equilibrato assetto economico.
3. 
La qualificazione del personale tecnico e scientifico operante nei musei costituisce obbiettivo primario per conseguire le finalità della presente legge.
4. 
La Regione garantisce il pieno rispetto dei principi di libertà dell'arte, della scienza, della cultura e favorisce lo sviluppo di proprie autonome forme organizzative delle attività museali.
5. 
La Regione può assicurare servizi di base ai musei e alle raccolte degli enti locali e di interesse locale pubblici, privati ed ecclesiastici che non aderiscono al sistema museale regionale.
6. 
È costituito un Comitato Tecnico Scientifico costituito dal direttore del settore competente della Giunta regionale, dai dirigenti delle competenti amministrazioni provinciali, dal soprintendente regionale, da tre rappresentanti dei Comuni designati dall'ANCI scelti tra i direttori di musei pubblici, da cinque rappresentanti nominati di comune accordo dai musei privati, dal rappresentante della Conferenza Episcopale Piemontese, da quattro professori universitari nelle discipline attinenti alla presente legge nominati dal Consiglio regionale.
7. 
ll Comitato svolge attività di consulenza nei confronti della Giunta regionale per garantire l'alto livello culturale e scientifico del sistema museale regionale e la congruenza a queste finalità del Piano regionale museale.
8. 
La Regione promuove l'organizzazione di sistemi museali tematici sull'intero territorio regionale in accordo con gli enti locali e le istituzioni pubbliche, ecclesiali e private competenti in materia.
Titolo II. 
RAPPORTI ISTITUZIONALI
Art. 4 
(Principio di sussidiarietà)
1. 
La Regione e gli enti locali operano mediante azioni sussidiarie coordinate e congruenti alle finalità di cui al Titolo I.
2. 
La Regione e gli enti locali nei reciproci rapporti realizzano:
a) 
l'attribuzione all'ente più vicino alle popolazioni interessate delle funzioni e compiti amministrativi, compatibilmente con le esigenze di congruità con la scala dei problemi;
b) 
la ricerca di adeguate prestazioni di servizi a costi economici sostenibili;
c) 
il coordinamento dei diversi centri di decisione;
d) 
il concorso di spesa di ciascuna istituzione in funzione degli ambiti territoriali di competenza;
e) 
interventi di perequazione finanziaria per garantire la qualità delle dotazioni e dei servizi necessari per la salvaguardia del patrimonio e per la funzionali dei musei.
Art. 5 
(Compiti dei Comuni)
1. 
Tutte le funzioni amministrative in materia di musei degli enti locali e di interesse locale sono attribuite ai Comuni, fatta eccezione per quelle espressamente riservate alla provincia ed alla Regione ai sensi degli articoli 7, 8.
2. 
In particolare spetta ai Comuni:
a) 
garantire per i musei e le raccolte di cui sono proprietari o consegnatari i livelli standard di funzionalità e qualità dei servizi previsti nel Piano regionale per il sistema museale;
b) 
concludere accordi con altri enti pubblici, morali e privati per la gestione dei musei e dei relativi servizi;
c) 
concorrere alla formazione del Piano regionale per il sistema museale.
Art. 6 
(Compiti delle Province)
1. 
Le Province:
a) 
predispongono ed approvano, in coerenza con il Piano regionale per il sistema museale, il Piano provinciale per il sistema museale;
b) 
possono consorziarsi con altri enti pubblici, privati, per la gestione dei musei e dei relativi servizi tecnici e culturali;
c) 
attuano il programma annuale degli interventi come previsto dagli articoli 11 e 12;
d) 
promuovono la cooperazione tra enti locali mediante la istituzione di organismi tecnici di coordinamento;
e) 
promuovono l'informazione sul sistema museale del territorio;
f) 
esercitano funzioni di vigilanza sulla attuazione dei programmi annuali di intervento;
g) 
Concorrere alla formazione del Piano regionale per il sistema museale.
Art. 7 
( Compiti della Regione)
1. 
La Regione:
a) 
concorre alla formazione ed attuazione delle politiche nazionali e comunitarie di settore;
b) 
approva con deliberazione del Consiglio regionale il Piano regionale per il sistema museale ;
c) 
esercita le funzioni inerenti la gestione di particolari progetti che richiedono l'unitario esercizio a livello regionale previsti dal Piano regionale in accordo con gli enti locali;
d) 
esercita funzioni di indirizzo e coordinamento e promuove forme di collaborazione fra enti pubblici e privati per la gestione dei servizi museali;
e) 
realizza sistemi informativi regionali sulla rete delle raccolte museali ed i beni in esse conservati, promuove la costituzione di banche dati e percorsi di lettura delle offerte museali finalizzate a sintesi storiche, territoriali e di settore;
f) 
sostiene le attività di ricerca, sperimentazione, esposizione, documentazione, divulgazione, inventariazione e catalogazione;
g) 
promuove il necessario raccordo con la politiche occupazionali e del turismo culturale;
h) 
in attuazione del Piano regionale definisce i profili professionali, di formazione ed impiego del personale per il sistema museale e prevede corsi di aggiornamento per il personale in servizio.
Titolo III. 
PROGRAMMAZIONE
Art. 8 
(Piano regionale per il sistema museale)
1. 
Il Consiglio regionale approva il Piano regionale per il sistema museale al fine di:
a) 
individuare una strategia di interventi programmati di legislatura volti alla valorizzazione dei musei ed alla costruzione di un sistema museale che esprima in modo unitario il patrimonio culturale della collettività;
b) 
determinare gli obbiettivi e le modalità per una cooperazione strutturale e funzionale tra i poteri locali ed i titolari pubblici e privati dei musei e delle raccolte al fine della costituzione del sistema museale;
c) 
fissare i criteri per il convenzionamento tra la Regione e i titolari delle raccolte e dei musei pubblici, ecclesiastici e privati e la Regione ai fini del loro inserimento nel sistema museale regionale;
d) 
definire le risorse finanziarie e strumentali necessarie all'esercizio delle funzioni attribuite.
2. 
Il Piano regionale per il sistema museale contiene:
a) 
l'analisi dello stato di fatto sulla presenza, consistenza e modalità di servizio dei musei e raccolte esistenti;
b) 
gli obiettivi di legislatura;
c) 
gli obiettivi del Programma annuale operativo;
d) 
gli standard minimi che ciascun museo aderente al sistema museale deve garantire in ordine allo status giuridico, alle finanze, alle strutture, al personale, alla sicurezza, alla gestione delle collezioni, ai rapporti con il pubblico, ai rapporti con il territorio.
3. 
Alla formazione del Piano regionale per il sistema museale partecipano gli enti locali ed i soggetti pubblici, ecclesiastici e privati titolari dei musei e delle raccolte.
4. 
Il Piano regionale per il sistema museale viene elaborato con le procedure previste dalla legge regionale n. 34 del 20/11/1998.
5. 
La Giunta regionale entro sei mesi dall'inizio della legislatura, sentiti il Comitato tecnico scientifico, gli assessori provinciali e dei Comuni capoluogo di provincia, i rettori delle Università e Politecnico, le organizzazioni sindacali, dell'imprenditoria, del volontariato, dell'associazionismo a livello regionale, adotta lo schema di Piano regionale per il sistema museale e lo pubblica sul Bollettino ufficiale della Regione.
6. 
Le Province entro 90 giorni, previa consultazione con gli enti locali ed operatori interessati, esprime il proprio parere ,osservazione e proposte alla Giunta regionale.
7. 
La Giunta regionale valutate le osservazioni e proposte approvate dalle Province approva la proposta di Piano per il sistema museale e la trasmette al Consiglio regionale per l'approvazione.
8. 
Il Piano regionale per il sistema museale viene attuato mediante il Programma annuale operativo.
9. 
Il Piano regionale per il sistema museale ha durata quinquennale.
Art. 9 
(Adesione al sistema museale regionale)
1. 
I soggetti pubblici, ecclesiastici e privati titolari di musei e raccolte di enti locali e di interesse locale che intendono aderire al sistema museale regionale stipulano apposita convenzione con la Regione sulla base della convenzione tipo approvata dalla Giunta regionale.
Art. 10 
(Programma annuale operativo)
1. 
Il programma annuale operativo indica gli interventi da realizzare nell'esercizio finanziario e le risorse a ciò impegnate e in particolare:
a) 
individua i musei e le raccolte che possono entrare a far parte del sistema museale regionale;
b) 
indica le priorità, le modalità ed i tempi per gli interventi nei singoli musei e raccolte e per la loro organizzazione in sistema;
c) 
definisce il regolamento tipo per il funzionamento dei musei e delle raccolte degli enti locali e di interesse locale;
d) 
indica i criteri per l'affidamento ai privati della gestione dei servizi, prevedendo specifica valorizzazione del terzo settore;
e) 
determina le iniziative didattiche, scientifiche, culturali da realizzare con il coinvolgimento di più musei, attribuendo secondo il principio di sussidiarietà i compiti alle diverse istituzioni;
f) 
indica l'entità del co-finanziamento che deve essere a carico dei titolari dei musei e raccolte per ottenere i contributi della presente legge;
g) 
definisce i criteri di priorità per l'assegnazione dei contributi;
h) 
organizza le procedure per il monitoraggio e la valutazione degli interventi e del funzionamento di ciascun museo e del sistema nel suo insieme.
Art. 11 
(Procedure per il Programma annuale operativo)
1. 
Il Programma annuale operativo viene redatto in conformità ai principi di sussidiarietà, razionalità, efficienza efficacia ed economicità. Alla sua formazione partecipano la Regione , gli enti locali ed i titolari di musei e raccolte aderenti al sistema museale.
2. 
La Giunta regionale promuove la formazione del Programma annuale operativo mediante la stipula di un accordo di programma ai sensi dell' art. 27 della legge 8 giugno 1990 n. 142.
3. 
La Giunta regionale entro sessanta giorni dall'approvazione del Piano regionale per il sistema museale indice una conferenza dei servizi tra le Province, i Comuni ed i titolari dei musei e delle raccolte aderenti al sistema museale ai sensi degli articoli 11, 14, e 15 della legge 7 agosto 1990, n. 142.
Art. 12 
(Procedure per l'attuazione del Programma annuale operativo)
1. 
Entro il 31 dicembre di ogni anno i titolari dei musei e raccolte presentano al comune le domande di contributo con la documentazione richiesta dal Programma annuale operativo.
2. 
Entro i successivi 45 giorni ogni comune trasmette alla provincia le domande pervenute e le proprie richieste di contributo.
3. 
Entro i successivi 45 giorni le Province, sulla base delle domande pervenute e dei propri progetti, dà esecuzione al Programma individuando gli interventi da realizzare, i destinatari dei contributi, le priorità, i costi complessivi e l'entità dei contributi e trasmette il Programma alla Giunta regionale.
4. 
La Giunta regionale valutata la congruità delle proposte al Programma annuale operativo attribuisce a ciascuna provincia i relativi finanziamenti.
5. 
I finanziamenti della Regione non possono superare il 300% delle somme previste agli stessi fini dai bilanci delle Province.
6. 
Le Province erogano i finanziamenti, vigilano sull'attuazione degli interventi, revocano i finanziamenti in caso di inosservanza ed inviano alla Giunta regionale entro il 28 febbraio di ogni anno una relazione sui risultati ottenuti ed il rendiconto delle spese sostenute.
Titolo IV. 
CONTRIBUTI E AUTORIZZAZIONI
Art. 13 
(Concessione dei contributi)
1. 
La Regione concede contributi propri, derivati dallo Stato e dall'Unione Europea per le seguenti finalità:
a) 
restauro ristrutturazione e costruzione delle sedi museali, dei loro servizi, delle infrastrutture di pertinenza;
b) 
restauro di beni mobili, anche ex art. 4 del Decreto del Presidente della Repubblica approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri il 22.10.1999 "Testo unico della legislazione in materia di beni culturali e ambientali";
c) 
acquisizione al patrimonio pubblico di beni culturali attinenti ai musei;
d) 
gestione dei servizi museali;
e) 
attività culturali e didattiche in collaborazione con gli istituti scolastici;
f) 
produzione di pubblicazioni e di altri materiali connessi al patrimonio museale.
2. 
I contributi di cui al comma uno sono concessi a tutti titolari di musei e raccolte ad eccezione di quelli di cui alle lettere a), b), c), che sono riservati ai soggetti aderente al sistema museale.
Art. 14 
(Norma finanziaria)
1. 
Sono istituiti i seguenti capitoli nello stato di previsione del bilancio regionale per l'anno 2000:
Cap. Contributi della Regione per interventi strutturali sulle sedi museali, per allestimenti museali, restauri, acquisizione di beni culturali, attrezzature e materiali di utilità per i musei, lire 30 miliardi;
Cap. Contributi delle Regione per la gestione ordinaria dei musei, per le attività culturali e per la produzione di pubblicazioni, lire 10 miliardi;
Cap. Spese per le attività dirette della Regione, lire 5 miliardi.