Proposta di legge regionale n. 28 presentata il 16 maggio 2005
Interventi per combattere il dissesto idrogeologico del territorio e favorire il ripopolamento dei piccoli centri.
Primo firmatario

ROSSI ORESTE

Altri firmatari

ALLASIA STEFANO DUTTO CLAUDIO MONTEGGIA STEFANO

Art. 1 
(Finalità)
1. 
La legge si propone sia l'obiettivo di combattere il dissesto idrogeologico del territorio regionale attraverso la realizzazione di opere di manutenzione delle superfici boschive e di sistemazioni idrauliche agrarie da parte della popolazione rurale sia l'obiettivo di incrementare l'occupazione in aree di abbandono attraverso incentivi monetari e il miglioramento dei servizi.
Art. 2 
(Tutore ambientale)
1. 
È istituito il Tutore ambientale che ha il compito di tutelare, come da apposita convenzione, la porzione di territorio assegnatagli in base all'articolo 3.
2. 
Il Tutore ambientale svolge funzioni di controllo, di segnalazione di proposte di intervento dirette a prevenire o ridurre il dissesto idrogeologico e realizza le attività che gli vengono richieste dal Comitato tecnico scientifico per la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico di cui all'articolo 3.
3. 
I soggetti interessati a svolgere l'attività di Tutore ambientale dovranno avere i requisiti stabiliti dal Comitato di cui all'articolo 2 e presentare domanda a seguito dell'emanazione di apposito bando.
Art. 3 
(Comitato tecnico scientifico per la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico)
1. 
È istituito, presso la Presidenza della Giunta regionale, il Comitato tecnico scientifico per la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico, di seguito denominato Comitato, nominato dal Consiglio regionale.
2. 
Il Comitato dura in carica cinque anni ed è composto da ventuno membri:
a) 
un rappresentante scelto su una terna di nominativi proposta da ogni provincia piemontese;
b) 
un rappresentante scelto su una terna di nominativi proposta da ognuna delle tre associazioni agricole maggiormente rappresentative a livello regionale;
c) 
un rappresentante scelto su una terna di nominativi proposta dalle associazioni sindacali più rappresentative a livello regionale;
d) 
un rappresentante scelto su una terna di nominativi proposta dalle camere di commercio del Piemonte;
e) 
un rappresentante scelto su una terna di nominativi proposta dall'associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI).;
f) 
un rappresentante scelto su una terna di nominativi proposta dall'Autorità di Bacino;
g) 
un rappresentante scelto su una terna di nominativi proposta dal Genio Civile;
h) 
cinque esperti nelle materie individuate dal regolamento di cui al comma 4, scelti su indicazione della Giunta regionale.
4. 
Spetta a successivo regolamento, da approvarsi entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, definire il funzionamento del Comitato e i requisiti per accedere alla qualifica di componente esperto.
Art. 4 
(Competenze del Comitato Tecnico Scientifico)
1. 
Il Comitato, previo parere vincolante della Giunta regionale predispone, entro il 30 settembre di ogni anno, un piano in cui le zone del territorio piemontese, che necessitano di sistemazione idrogeologica e mantenimento, sono suddivise in porzioni da assegnare ai Tutori ambientali riconoscendo, a pari requisiti, precedenza agli agricoltori professionali.
2. 
Nell'assegnazione delle porzioni di territorio di cui al comma 1 deve essere data precedenza agli agricoltori professionali residenti nel comune comprendente la maggior parte della porzione stessa o, in mancanza, ai residenti in comune confinante e, successivamente, ad altra figura professionalmente idonea residente nella provincia.
3. 
Il contributo che percepiscono i Tutori ambientali assegnatari delle porzioni deve essere commisurato alla tipologia del territorio e dei lavori da svolgere nonché alla durata della permanenza sul territorio, che non deve essere inferiore a tre anni.
4. 
Il Comitato altresì:
a) 
provvede, tramite appositi bandi, all'individuazione dei requisiti per l'ammissione a Tutori ambientali;
b) 
assegna, entro il 31 dicembre di ogni anno, le porzioni di territorio ai Tutori ambientali risultati idonei, specificando gli interventi da realizzare;
c) 
individua i comuni sotto i mille abitanti che non hanno sul loro territorio un punto vendita di generi di prima necessità;
d) 
provvede, tramite appositi bandi, all'individuazione di soggetti disponibili ad aprire un punto vendita di generi di prima necessità, riconoscendo loro un'indennità mensile che tenga conto del numero di abitanti e della locazione del comune;
e) 
individua i comuni sotto i mille abitanti che non hanno sul loro territorio una scuola materna e riconosce loro un contributo pari all'80 per cento del costo del mantenimento della stessa. Per le realtà ove non è possibile aprire una scuola materna a causa del numero troppo esiguo di fruitori, valuta soluzioni alternative;
f) 
individua i comuni sotto i cinquemila abitanti che non hanno collegamenti con i centri maggiori e concorda con le province interessate un piano trasporti che li preveda, riconoscendo alle stesse un contributo pari all'80 per cento del costo delle nuove linee;
g) 
sovrintende, anche tramite propri consulenti, al controllo della corretta esecuzione dei lavori, sul rispetto delle norme contrattuali e sull'effettiva utilizzazione dei fondi destinati in base al presente articolo.
5. 
Il Comitato predispone, entro il 30 settembre di ogni anno, una relazione alla Giunta regionale sugli interventi svolti nelle aree assegnate ai Tutori ambientali.
Art. 5 
(Contributi)
1. 
L'istruttoria per l'assegnazione dei contributi viene svolta dagli uffici del Settore Prevenzione territoriale del rischio geologico della Regione.
2. 
L'attribuzione dei contributi viene effettuata dalla Presidenza della Giunta regionale con le seguenti modalità: 60 per cento dell'importo a seguito dell'individuazione dei Tutori ambientali e 40 per cento al termine della realizzazione degli interventi da parte degli stessi.
Art. 6 
(Indennità di carica)
1. 
In deroga all' articolo 1 della legge regionale 2 luglio 1976, n. 33 (Compensi ai componenti Commissioni, Consigli, Comitati e Collegi operanti presso l'Amministrazione regionale) ai componenti del Comitato è corrisposta un'indennità pari al:
a) 
60 per cento dell'indennità di carica del Consigliere regionale, per il presidente;
b) 
40 per cento dell'indennità di carica del Consigliere regionale per i vicepresidenti;
c) 
30 per cento dell'indennità di carica del Consigliere regionale per il segretario;
d) 
20 per cento dell'indennità di carica del Consigliere regionale per i componenti.
2. 
Le indennità sono decurtate del 10 per cento dell'importo ad ogni assenza.
Art. 7 
(Fondo)
1. 
È istituito, presso la Presidenza della Giunta regionale, il Fondo per la salvaguardia e il ripristino degli assetti idrogeologici e per la garanzia di sussistenza e mantenimento dei servizi essenziali per le piccole comunità, di seguito denominato Fondo.
Art. 8 
(Dotazioni)
1. 
Le dotazioni del Fondo sono annualmente determinate su base triennale in sede di sessione di bilancio preventivo in misura non inferiore al 10 per cento dell'entità media annua dei danni prodotti da eventi calamitosi.
2. 
Agli oneri conseguenti l'attuazione del presente articolo, si provvede mediante istituzione di apposito capitolo sulle dotazioni della Giunta regionale e mediante riduzione proporzionale dei capitoli degli Assessorati interessati.
Art. 9 
(Relazioni)
1. 
Entro il 31 dicembre di ogni anno, il Presidente della Giunta regionale relaziona in Consiglio sugli interventi realizzati in attuazione della presente legge e su quelli previsti per l'anno successivo.
Art. 10 
(Norma finanziaria )
1. 
Per l'applicazione della presente legge, la dotazione finanziaria del fondo per la salvaguardia e il ripristino degli assetti idrogeologici e per la garanzia di sussistenza e mantenimento dei servizi essenziali per le piccole comunità è pari a 207.000.000,00 euro per il triennio 2005-2007.
2. 
Al finanziamento del fondo di cui al comma 1, pari a 69.000.000,00 euro, in termini di competenza e di cassa per l'anno 2005, stanziato nell'unità prevsionale di base (UPB) 23012 (Difesa del suolo Difesa assetto idrogeologico Tit. II spese di investimento) del bilancio di previsione per l'anno finanziario 2005, si fa fronte con la dotazione finanziaria della unità previsionale di base (UPB) 09012 (Bilanci e finanze Bilanci Tit. II spese di investimento) del bilancio di previsione per l'anno 2005.
3. 
Per il 2006 e 2007, allo stanziamento di 69.000.000,00 euro per ciascun anno, in termini di competenza, nell'UPB 13042 del bilancio pluriennale 2005-2007 si fa fronte con le risorse della UPB 09012 del bilancio pluriennale per gli anni finanziari 2005-2007.