Proposta di legge regionale n. 188 presentata il 01 dicembre 2005
Istituzione dell'ufficio del Garante dei servizi sanitari.

Art. 1 
(Finalità)
1. 
È istituito l'Ufficio del Garante dei servizi sanitari, di seguito denominato Garante, per la piena attuazione dei diritti delle persone malate e/o non autosufficienti, nel rispetto dei principi fondamentali della Costituzione, e per il miglioramento delle relazioni umane.
2. 
Il Garante opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e valutazione.
Art. 2 
(Funzioni)
1. 
Il Garante, per il raggiungimento delle finalità di cui all'articolo 1, svolge le seguenti funzioni:
a) 
favorisce la comunicazione tra gli operatori sanitari che operano all'interno della medesima struttura;
b) 
stimola le relazioni tra l'operatore sanitario ed il paziente per una maggiore solidarietà tra le parti;
c) 
fornisce agli operatori, in sintonia con le linee guida del Ministero, elementi di giudizio critico sulle cure da effettuare;
d) 
evidenzia le esigenze di benessere e le necessità degli ammalati;
e) 
in caso di conflitto propone soluzioni di mediazione tra operatore sanitario e paziente;
f) 
vigila sull'osservanza e l'applicazione della Carta dei servizi sanitari;
g) 
promuove il confronto tra l'azienda sanitaria locale ed il cittadino;
h) 
partecipa all'elaborazione di progetti per il miglioramento dei servizi qualitativi;
i) 
predispone, su richiesta degli operatori sanitari, pareri sulle opportunità di intervento in situazioni di emergenza;
l) 
raccoglie suggerimenti e osservazioni formulati dagli utenti;
m) 
mantiene rapporti di collaborazione, confronto, verifica con le associazioni di volontariato al fine del miglioramento dell'aspetto di umanizzazione dell'assistenza sanitaria.
Art. 3 
(Organizzazione)
1. 
L'ufficio del Garante è istituito presso ogni azienda sanitaria locale.
2. 
La dotazione organica dell'ufficio del Garante è definita dall'atto aziendale di cui all' articolo 3, comma 1 bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell' articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421) e successive modifiche ed integrazioni.
3. 
Il garante può avvalersi, qualora lo ritenga necessario, di esperti da consultare su specifici temi e problemi, nonché della collaborazione delle associazioni di cui siano coinvolti gli interessi. Il Garante può servirsi dell'attività di centri di studi e ricerca.
Art. 4 
(Nomina, incompatibilità, revoca)
1. 
Il Garante è nominato dal Consiglio provinciale, sul cui territorio ha sede l'azienda sanitaria locale, con i due terzi della maggioranza componente il Consiglio ed è individuato tra persone di comprovata esperienza amministrativa in difesa dei diritti umani e civili.
2. 
Il Garante dura in carica cinque anni e può essere confermato per non più di una volta.
3. 
La carica di Garante è incompatibile con quella di membro del Parlamento italiano ed europeo, ministro, consigliere ed assessore regionale, provinciale e comunale.
4. 
Il Consiglio provinciale, con le modalità di cui al comma 1, provvede all'immediata sostituzione del Garante in caso di dimissioni, grave impedimento, decesso, incompatibilità, grave violazione dei doveri inerenti l'ufficio.
5. 
Il Garante che subentra a quello cessato dal mandato per un qualsiasi motivo dura in carica fino alla scadenza dell'incarico del garante sostituito.
Art. 5 
(Indennità)
1. 
Il Garante percepisce un'indennità corrisposta dall'azienda sanitaria presso la quale è istituito il relativo ufficio.
2. 
L'importo dell'indennità di cui al comma 1 è definito dalla Giunta regionale con proprio atto deliberativo.
3. 
Nella quantificazione delle indennità da corrispondere al Garante, l'atto deliberativo di cui al comma 2 tiene conto delle differenze territoriali e strutturali di ciascuna azienda sanitaria locale sulla base dei parametri di pesatura della popolazione residente definiti dai provvedimenti di finanziamento del servizio sanitario regionale.
Art. 6 
(Relazione periodica)
1. 
Il Garante è tenuto alla predisposizione di relazioni semestrali illustrative dell'attività svolta, sulla base di funzioni e dei compiti definiti all'articolo 2.
2. 
Le relazioni di cui al comma 1 sono inviate, a cura del Garante, alla provincia territorialmente competente ed alla regione.
3. 
Il Direttore generale di ciascuna azienda sanitaria è tenuto ad organizzare ogni sei mesi un incontro con il Garante al fine di discutere i contenuti della relazione di cui al comma 1 e di valutare le soluzioni organizzative da adottare.
4. 
Gli esiti degli incontri semestrali di cui al comma 3 sono divulgati nell'ambito dell'organizzazione della conferenza dei servizi che il Direttore generale è tenuto a convocare ai sensi dell' articolo 14, comma 4, del decreto legislativo 502/1992 e successive modifiche ed integrazioni.
5. 
L'organizzazione degli incontri semestrali di cui al comma 3 costituisce riferimento per la determinazione dei criteri di valutazione delle attività e degli obiettivi ai fini dell'attribuzione della quota incentivante del trattamento economico del Direttore generale.
Art. 7 
(Monitoraggio)
1. 
Sulla base della relazione ricevuta ai sensi dell'articolo 6 la Giunta regionale presenta annualmente al Consiglio una rendicontazione in ordine all'attività del Garante dei servizi sanitari.
2. 
La relazione di cui al comma 1 dà conto degli interventi svolti dal Garante nell'ambito delle proprie competenze, delle segnalazioni di criticità emerse, delle proposte di mediazione avanzate, dei progetti di miglioramento qualitativo proposti e dei pareri resi.
Art. 8 
(Norma finanziaria)
1. 
Per l'istituzione del Garante per i servizi sanitari, è autorizzata per il biennio 2006-2007 la spesa annua di 500.000,00 euro.
2. 
Agli oneri di cui al comma 1, stimati per il 2006 e 2007 in euro 500.000,00 annui, in termini di competenza, nell'UPB 28031 (Programmazione sanitaria Assetto istituzionale organi collegiali Tit. I spese correnti) del bilancio pluriennale 2005-2007, si fa fronte con la dotazione finanziaria della unità previsionale di base (UPB) 09011 (Bilanci e finanze Bilanci Tit. I spese correnti) del bilancio pluriennale 2005-2007.
3. 
Per gli anni successivi agli oneri si fa fronte con risorse finanziarie individuate con le modalità previste dall' articolo 8 della legge regionale 11 aprile 2001, n. 7 (Ordinamento contabile della Regione Piemonte) e dall' articolo 30 della legge regionale 4 marzo 2003, n. 2 (Legge finanziaria per l'anno 2003).