Legge regionale n. 28 del 28 dicembre 2007  ( Versione vigente )
"Norme sull'istruzione, il diritto allo studio e la libera scelta educativa".
(B.U. 31 dicembre 2007, n. 52)

Sommario:                  

Il Consiglio regionale ha approvato.

LA PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

promulga

la seguente legge:

Art. 1. 
(Finalità)
1. 
La Regione Piemonte, riconoscendo al sistema nazionale di istruzione ed istruzione e formazione professionale il compito di garantire i livelli essenziali delle prestazioni, di cui alle leggi vigenti in materia, promuove un sistema di azioni che offra la possibilità per tutti gli allievi di raggiungere il successo scolastico e formativo.
2. 
La Regione, ferme restando le competenze già attribuite ai comuni, alla città metropolitana e alle province nel rispetto della normativa costituzionale e secondo il principio di sussidiarietà, promuove interventi volti a rimuovere gli ostacoli che si frappongono al pieno godimento del diritto allo studio ed all'apprendimento fin dalla scuola dell'infanzia.
[1]
3. 
La programmazione degli interventi per garantire il diritto allo studio e la libera scelta educativa avviene previa consultazione degli enti locali piemontesi, delle istituzioni scolastiche autonome statali e paritarie e delle agenzie formative accreditate.
4. 
La Regione, nel definire le politiche dell'istruzione e formazione, tenendo come riferimento gli obiettivi europei, riconosce come elemento centrale l'allievo in formazione, a cui è garantito, fin dalla scuola dell'infanzia, l'accesso ad una offerta formativa diffusa e qualificata, che si sviluppi lungo tutto l'arco della vita.
5. 
La Regione riconosce il fondamentale ruolo delle istituzioni scolastiche autonome e si impegna a collaborare con esse per la realizzazione degli interventi previsti dalla presente legge.
6. 
La legge disciplina, integra e coordina l'insieme delle attività e delle provvidenze svolte ed erogate dalla Regione per il perseguimento delle finalità di cui al presente articolo, quale complesso unitario ed organico di interventi volti a garantire l'effettivo esercizio dei diritti riconosciuti all'allievo in formazione.
Art. 2. 
(Oggetto)
1. 
La Regione promuove gli interventi che sostengono il diritto all'istruzione e formazione, a partire dalla scuola dell'infanzia e fino al conseguimento di un titolo di studio superiore, anche in relazione alla tutela del principio della libertà di scelta educativa delle famiglie e degli studenti.
2. 
Gli interventi hanno per oggetto:
a) 
la prevenzione e il recupero degli abbandoni e della dispersione scolastica;
b) 
l'offerta di servizi e interventi differenziati, volti ad ampliare e qualificare la partecipazione della persona al sistema di istruzione e formazione;
c) 
il raccordo fra i sistemi dell'istruzione e dell'istruzione e formazione professionale e di questi con i servizi socio-sanitari, culturali, ricreativi e sportivi del territorio;
d) 
il sostegno per il mantenimento, l'ampliamento e la valorizzazione dei servizi connessi con il diritto allo studio ed all'apprendimento nelle aree della Regione nelle quali la distribuzione dei medesimi comporta particolare disagio;
e) 
la realizzazione di progetti di sperimentazione organizzativa, didattica ed educativa;
f) 
la realizzazione di progetti mirati al sostegno didattico ed educativo degli allievi in condizioni di svantaggio sociale con necessità educative speciali;
g) 
lo sviluppo di azioni volte a garantire ai disabili il pieno accesso agli interventi previsti dalla legge;
h) 
la realizzazione di progetti mirati all'accoglienza, all'integrazione culturale e all'inserimento scolastico dei cittadini stranieri e degli immigrati;
i) 
il sostegno del merito scolastico e formativo;
j) 
l'utilizzo, a fini scolastici e formativi, delle strutture culturali, sportive e scientifiche presenti sul territorio;
k) 
il sostegno della mobilità internazionale;
l) 
la realizzazione di progetti mirati al sostegno delle pari opportunità e all'alternanza scuola lavoro;
m) 
la realizzazione di interventi di edilizia scolastica finalizzati agli obiettivi di cui all'articolo 1;
m bis) 
la diffusione della conoscenza delle tecniche salvavita, della prevenzione primaria, della disostruzione delle vie aeree in ambito pediatrico con rianimazione cardiopolmonare e degli elementi di primo soccorso.
[2]
Art. 3. 
(Destinatari)
1. 
Gli interventi regionali sono attuati in favore degli allievi del sistema dell'istruzione e formazione piemontese, in età scolare o in rientro formativo, frequentanti le istituzioni scolastiche autonome, fin dalla scuola dell'infanzia, ed i corsi di formazione professionale organizzati da agenzie formative accreditate ai sensi della legislazione vigente e finalizzati all'assolvimento dell'obbligo formativo.
2. 
Gli interventi sono rivolti altresì agli studenti residenti in Piemonte che frequentano istituzioni scolastiche facenti parte del sistema nazionale di istruzione.
Art. 4. 
(Interventi)
1. 
Gli interventi di cui all'articolo 2 sono così individuati:
a) 
attività di assistenza scolastica volte a favorire il concreto esercizio del diritto allo studio, quali i servizi di mensa, trasporto, residenziali ovvero altri interventi analoghi così definiti nel provvedimento di cui all'articolo 27;
[3]
b) 
azioni per garantire il diritto all'educazione, all'istruzione e formazione degli allievi disabili certificati o con necessità educative speciali;
c) 
servizi strumentali, interventi volti a costituire dotazioni scolastiche finalizzate a consentire prestiti d'uso dei libri di testo, fornitura di materiale e sussidi didattici, facilitazioni per la costituzione di reti scolastiche;
d) 
erogazione di contributo alle scuole paritarie dell'infanzia per garantire il mantenimento e, ove possibile, l'ampliamento del servizio in tutto il territorio regionale;
d bis) 
previsione, nei criteri di erogazione del contributo di cui alla lettera d), di una specifica premialità a favore delle scuole paritarie dell'infanzia che istituiscono percorsi formativi e informativi sulle tecniche salvavita e sui concetti di prevenzione primaria quali la disostruzione pediatrica, la rianimazione cardiopolmonare e l'uso del defibrillatore semiautomatico rivolti al personale docente e non docente, alle famiglie e agli studenti;
[4]
e) 
attribuzione di benefici economici per merito scolastico, erogazione di borse di studio e di assegni di studio a parziale copertura delle spese di iscrizione, frequenza, acquisto di libri di testo e trasporto degli allievi in disagiate condizioni economiche, frequentanti le scuole statali e paritarie ed i corsi di formazione professionale organizzati da agenzie formative accreditate ai sensi della legislazione vigente e finalizzati all'assolvimento dell'obbligo formativo, nel rispetto dei principi fissati dall' articolo 34 della Costituzione ;
f) 
istituzione di un fondo di emergenza presso gli istituti scolastici per gli allievi in particolari condizioni di disagio economico e a rischio di insuccesso scolastico;
g) 
azioni volte a garantire e migliorare i livelli di qualità dell'offerta formativa ed educativa, quali facilitazioni per l'utilizzo a fini didattici e formativi delle strutture culturali, sportive e scientifiche presenti sul territorio, realizzazione di progetti di innovazione e sperimentazione in ambito didattico ed educativo, con particolare riferimento alle tecnologie multimediali come strumento di facilitazione dell'apprendimento, assunzione di iniziative volte a promuovere e sostenere la continuità tra i diversi gradi ed ordine di scuole, nonché forme di collaborazione fra scuole e famiglie;
h) 
realizzazione di interventi per particolari categorie di utenze quali carcerati, ospedalizzati, stranieri e progetti di qualificazione ed aggiornamento del personale docente;
i) 
sostegno alle scuole site in aree territorialmente disagiate;
j) 
interventi di miglioramento dell'edilizia scolastica.
Art. 5. 
(Accordi di collaborazione)
1. 
Per la realizzazione degli interventi di cui agli articoli 2 e 4 la città metropolitana e le province promuovono la stipula di accordi di collaborazione tra gli enti territoriali, le istituzioni scolastiche autonome e le agenzie formative accreditate con il coinvolgimento dei servizi sociali, sanitari, culturali e del lavoro presenti sul territorio nella progettazione, realizzazione e monitoraggio degli interventi.
[5]
Art. 6. 
(Assistenza scolastica)
1. 
La Regione, al fine di favorire l'accesso e la frequenza del sistema scolastico, prevede specifici stanziamenti di risorse destinate allo svolgimento dei servizi di trasporto, mensa e servizi residenziali ovvero altri interventi analoghi, individuando altresì gli obiettivi ed i criteri degli stessi.
Art. 7. 
(Prevenzione e recupero dell'abbandono scolastico)
1. 
La Regione prevede specifici stanziamenti di risorse al fine di sostenere la realizzazione di progetti ed iniziative mirati a prevenire e recuperare il fenomeno dell'abbandono scolastico, individuando altresì gli obiettivi ed i criteri degli interventi.
Art. 8. 
(Dotazioni librarie)
1. 
La Regione ha facoltà di prevedere specifici stanziamenti di risorse, al fine di agevolare l'uso gratuito dei libri di testo nelle scuole secondarie di primo grado e nel secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e di istruzione e formazione professionale da parte degli allievi provenienti da famiglie in condizioni economiche disagiate, per consentire l'attivazione dell'istituto del prestito d'uso.
[6]
2. 
La Regione, al fine di agevolare la fruizione, da parte degli allievi del sistema di istruzione pubblico, delle dotazioni librarie delle istituzioni scolastiche autonome, può prevedere specifici stanziamenti di risorse da destinarsi alla realizzazione di reti scolastiche volte ad ampliare le dotazioni librarie degli istituti.
[7]
3. 
I comuni, nell'ambito delle competenze definite nell'articolo 31, provvedono alla fornitura dei libri di testo agli allievi delle scuole primarie.
[8]
Art. 9.[9] 
((Piani annuali della città metropolitana e delle province)
1. 
Per la realizzazione degli interventi di cui agli articoli 6, 7 e 8, la città metropolitana e le province competenti per territorio predispongono il relativo piano annuale, anche mediante accordi con i comuni singoli o associati e con le istituzioni scolastiche autonome o le agenzie formative accreditate, nel rispetto degli obiettivi e dei criteri definiti dall'atto di indirizzo di cui all'articolo 27 ed erogano altresì le relative risorse.
Art. 10. 
(Valorizzazione delle eccellenze e del merito)
1. 
La Regione, nell'intento di investire sulle risorse umane e valorizzare le eccellenze tra i giovani, istituisce un premio annuale non monetario e di valenza culturale destinato agli studenti distintisi in modo particolare nel percorso e negli esiti scolastici dell'ultimo biennio delle scuole superiori.
2. 
La Regione riconosce agli studenti, che nelle scuole secondarie di secondo grado raggiungono un livello particolarmente alto di merito scolastico, benefici economici anche nella forma di compartecipazione a spese di viaggio e di istruzione, scambi con l'estero, attività per l'approfondimento di lingue straniere.
3. 
Il provvedimento di cui all'articolo 27 individua:
[10]
a) 
le entità e le caratteristiche del premio di cui al comma 1;
b) 
le condizioni di merito, i limiti di reddito, le modalità, il numero annuale e l'importo complessivo dei benefici di cui al comma 2, in osservanza dei principi desumibili dalla normativa statale in materia.
4. 
I benefici di cui al presente articolo sono cumulabili con le altre provvidenze previste dalla legge.
Art. 11. 
(Borse di studio)
1. 
Per gli allievi della scuola secondaria di secondo grado e dei corsi di formazione professionale organizzati da agenzie formative accreditate ai sensi della legislazione vigente e finalizzati all'assolvimento dell'obbligo di istruzione, la Regione, con risorse proprie, integra la borsa di studio erogata dallo Stato, ai sensi della legge 10 marzo 2000, n. 62 (Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio ed all'istruzione), alle famiglie in condizione di svantaggio ed istituisce una analoga borsa di studio regionale anche per le famiglie con un indicatore di situazione economica equivalente (ISEE) superiore.
2. 
Il provvedimento di cui all'articolo 27 definisce, in osservanza dei principi desumibili dalla normativa statale in materia, l'entità delle borse e le fasce di reddito a cui viene attribuita la borsa regionale.
[11]
3. 
La borsa di studio di cui al comma 1 è cumulabile con le altre provvidenze previste dalla legge.
Art. 12.[12] 
(Assegno di studio)
1. 
Al fine di rendere effettivo il diritto allo studio ed all'istruzione e formazione per tutti gli allievi delle scuole statali, paritarie e dei corsi di formazione professionale organizzati da agenzie formative accreditate ai sensi della legislazione vigente e finalizzati all'assolvimento dell'obbligo formativo, la Regione eroga, nei limiti delle risorse disponibili, assegni di studio in forma di voucher, differenziati per fasce di reddito, finalizzati:
a) 
al pagamento delle rette di iscrizione e frequenza;
b) 
all'acquisto di libri di testo, materiale didattico e dotazioni tecnologiche funzionali all'istruzione, al pagamento delle spese relative alle attività integrative previste dai piani dell'offerta formativa e all'acquisto di titoli di viaggio per il trasporto scolastico.
2. 
Gli assegni di cui al comma 1 sono attribuiti, in via prioritaria, alle fasce più deboli della popolazione scolastica e su graduatorie distinte formulate in forma crescente in base alla situazione reddituale del nucleo familiare.
3. 
L'assegno di studio è cumulabile con le provvidenze previste dagli articoli 8, comma 3, 10 e 11, nonché con altre provvidenze statali in materia di istruzione.
4. 
Ciascuno studente può beneficiare di una sola tipologia di assegno di cui al comma 1, lettere a) e b).
5. 
Gli assegni di studio sono annualmente erogati dalla Regione sulla base delle istanze presentate dalle famiglie secondo le indicazioni contenute nel provvedimento di cui all'articolo 27, che definisce:
a) 
fasce di reddito sulla base delle quali graduare l'assegno;
b) 
l'importo dell'assegno di studio per fascia di reddito e ordine di scuola, differenziato in base a situazioni certificate di bisogni educativi speciali e alla condizione di marginalità e svantaggio del comune di residenza;
c) 
il limite della situazione reddituale per poter accedere all'assegno;
d) 
la percentuale delle risorse complessivamente stanziate per l'attribuzione del beneficio da destinare rispettivamente agli assegni di studio di cui al comma 1, lettere a) e b).
6. 
La Giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente, approva con propria deliberazione le modalità di gestione dello strumento di intervento e i termini di presentazione delle istanze.
7. 
Il bando concernente i contributi di cui al presente articolo è pubblicato entro il 30 marzo di ogni anno.
8. 
A decorrere dal bando relativo all'anno scolastico 2016/2017 gli assegni di studio sono erogati tramite voucher.
Art. 13. 
(Fondo di emergenza)
1. 
La Regione, al fine di agevolare le famiglie degli allievi della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado in situazione di particolare disagio economico ed a rischio di abbandono scolastico, ha facoltà di assegnare per interventi straordinari ed emergenze particolari, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili, alle istituzioni scolastiche autonome che ne fanno richiesta, un fondo per anticipare, totalmente o parzialmente, le borse e gli assegni di studio erogati ai sensi della legge.
2. 
La Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente, definisce forme e modalità per l'erogazione del fondo di cui al comma 1.
[13]
Art. 14. 
(Azioni per concorrere al funzionamento delle scuole dell'infanzia paritarie non dipendenti da enti locali territoriali)
1. 
La Regione riconosce la funzione sociale e formativa svolta dalle scuole dell'infanzia paritarie non dipendenti da enti locali territoriali operanti nel proprio territorio, purché non abbiano fine di lucro e siano aperte alla generalità dei cittadini.
2. 
Le scuole di cui al comma 1 ed i comuni ove hanno sede, al fine di mantenere il servizio di pubblica utilità attualmente svolto, stipulano apposite convenzioni secondo lo schema tipo approvato dalla Giunta regionale.
3. 
La Regione contribuisce, in via integrativa, agli interventi oggetto delle convenzioni di cui al comma 2.
4. 
Per particolari situazioni e per mantenere il servizio in zone disagiate, la Regione può, in deroga a quanto previsto dai commi 1 e 2, erogare direttamente, previo parere dei comuni ove hanno sede, contributi alle scuole, sulla base di criteri definiti ai sensi dell'articolo 27.
[14]
5. 
Il provvedimento di cui all'articolo 27 definisce le modalità e i criteri per l'erogazione del contributo.
[15]
Art. 15. 
(Interventi per l'integrazione scolastica degli alunni disabili o con esigenze educative speciali)
1. 
La Regione, per garantire il diritto all'educazione, all'istruzione e formazione degli allievi disabili certificati o con necessità educative speciali e per favorirne l'integrazione nel sistema educativo di istruzione e formazione, formula specifici indirizzi per la realizzazione di una programmazione coordinata delle attività scolastiche con quelle sanitarie e socio-assistenziali.
2. 
Gli interventi di cui al presente articolo sono attivati nell'ambito degli indirizzi regionali di cui al comma 1, anche in collaborazione con le famiglie, attraverso una programmazione coordinata dei servizi e delle attività scolastiche per la predisposizione di un piano educativo individualizzato, al quale possono concorrere altri soggetti pubblici e privati.
3. 
Gli interventi per l'integrazione scolastica degli alunni disabili o con esigenze educative speciali sono attuati nel quadro degli accordi di programma previsti dall' articolo 17 della legge regionale 8 gennaio 2004, n. 1 (Norme per la realizzazione del sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali e riordino della legislazione di riferimento).
4. 
Nell'ambito degli accordi di programma di cui al comma 3:
a) 
i comuni, la città metropolitana e le province, secondo le rispettive competenze, provvedono, nei limiti delle proprie disponibilità e sulla base del piano educativo individualizzato predisposto con l'amministrazione scolastica e le aziende sanitarie locali, agli interventi diretti ad assicurare l'accesso e la frequenza al sistema scolastico e formativo attraverso la fornitura di servizi di trasporto speciale, di materiale didattico e strumentale, nonché di personale aggiuntivo provvisto dei requisiti di legge e destinato a favorire e sviluppare l'autonomia e la capacità di comunicazione;
[16]
b) 
le aziende sanitarie locali provvedono alla certificazione, partecipano alla definizione del piano educativo individualizzato ed effettuano le verifiche necessarie al suo aggiornamento, assicurando altresì le attività di consulenza e di supporto richieste dal personale docente, educativo e socio-assistenziale impegnato nel processo di integrazione.
5. 
Per gli allievi disabili certificati, nell'ambito dei protocolli d'intesa, i comuni singoli o associati, la città metropolitana e le province provvedono, sulla base delle risorse finanziarie stanziate a tal fine e del piano educativo individualizzato, predisposto con le famiglie, le istituzioni scolastiche e, ove competenti, le ASL, agli interventi diretti ad assicurare l'accesso e la frequenza del sistema educativo di istruzione e formazione attraverso la fornitura di servizi di trasporto speciale, di materiale didattico e strumentale, nonché di personale aggiuntivo, provvisto dei requisiti di legge e destinato a favorirne e svilupparne l'autonomia, la comunicazione e l'inserimento reale nel mondo scolastico; la Regione, nei limiti delle risorse disponibili, contribuisce alla realizzazione dei progetti.
[17]
6. 
Gli enti locali, le istituzioni scolastiche autonome, le ASL e gli enti gestori delle funzioni socio - assistenziali, in base alle specifiche competenze di legge, elaborano con le famiglie un progetto personalizzato per accompagnare la persona disabile nella transizione oltre il mondo della scuola.
7. 
La Regione, con proprio provvedimento amministrativo, provvede ad individuare le tipologie dei disturbi di apprendimento o di situazione di disagio, per le quali possono essere previsti progetti educativi speciali.
8. 
(...)
[18]
Art. 16. 
(Interventi per gli allievi ricoverati)
1. 
La Regione può prevedere specifici stanziamenti di risorse, al fine di garantire i percorsi formativi agli allievi ricoverati in ospedale o in regime di day hospital o in degenza domiciliare, destinati ad integrare quanto disposto dalla normativa nazionale con interventi finalizzati alla didattica in ospedale o domiciliare.
[19]
2. 
La Regione stipula protocolli operativi con le ASL, l'Ufficio scolastico regionale e con le aziende ospedaliere per dare attuazione al presente articolo in tutto il territorio regionale.
3. 
La Regione può direttamente promuovere e sostenere sperimentazioni di utilizzo di tecnologie multimediali per l'insegnamento a distanza, per le finalità di cui al comma 1.
Art. 17. 
(Sostegno all'inserimento di allievi di nazionalità straniera)
1. 
La Regione sostiene gli interventi delle istituzioni scolastiche autonome e delle agenzie formative, promossi e coordinati dagli enti locali, volti all'accoglienza, all'integrazione e all'inserimento scolastico degli allievi di nazionalità straniera sulla base dell'atto di indirizzo di cui all'articolo 27.
[20]
2. 
Gli interventi di cui al comma 1, sono rivolti a:
a) 
facilitare l'inserimento degli allievi di nazionalità straniera nei percorsi del sistema educativo, agevolare l'accoglienza, l'alfabetizzazione e il perfezionamento della lingua italiana, promuovendo l'accesso ai servizi esistenti, anche con il ricorso a mediatori linguistici e culturali;
b) 
favorire, in collaborazione con le istituzioni scolastiche autonome statali e paritarie, l'elaborazione di piani di studio che valorizzino le competenze acquisite dagli studenti nel paese d'origine;
c) 
sostenere le iniziative volte all'approfondimento della conoscenza della cultura di origine;
d) 
promuovere la realizzazione di strumentazione e materiale didattico che faciliti l'apprendimento;
e) 
sostenere l'educazione permanente e favorire la relazione tra l'istituzione scolastica e formativa e le famiglie anche con il ricorso a mediatori linguistici e culturali;
f) 
promuovere l'attivazione di specifici servizi di consulenza, formazione e documentazione, favorendo il coordinamento delle iniziative con i soggetti competenti presenti sul territorio.
Art. 18. 
(Azioni formative per la popolazione carceraria)
1. 
La Regione può prevedere specifici stanziamenti di risorse per sostenere corsi di istruzione e formazione che si svolgono nelle case circondariali del territorio piemontese, al fine di agevolare l'inserimento sociale di chi si trova in situazione di detenzione.
[21]
2. 
Per le finalità di cui al comma 1 gli enti locali competenti per territorio, secondo le linee dettate dal piano triennale, stipulano apposite convenzioni con le case circondariali.
Art. 19. 
(Scuole in aree territorialmente disagiate)
1. 
La Regione, fermo restando quanto previsto dalla specifica normativa di sostegno al mantenimento dei servizi essenziali nelle zone montane e collinari,al fine di favorire la permanenza della popolazione nelle aree territorialmente disagiate ed a rischio di forte decremento demografico, promuove e sostiene interventi atti a valorizzare e mantenere le scuole in tali aree.
[22]
2. 
La definizione di ulteriori aree che possono essere oggetto degli interventi di cui al comma 1 è di competenza della Giunta regionale, sentita la Conferenza regionale per il diritto allo studio e la libera scelta educativa di cui all'articolo 26 e previo parere della Commissione consiliare competente.
3. 
I finanziamenti sono concessi su presentazione, da parte dei comuni singoli o associati e in rappresentanza di tutti i comuni che ne fanno parte, di progetti redatti di concerto con le istituzioni scolastiche finalizzati a rendere qualitativamente adeguato il servizio scolastico e ad offrire agli allievi migliori opportunità di apprendimento anche attraverso l'insegnamento a distanza.
[23]
4. 
Gli assegni di studio previsti dall'articolo 12 sono erogati in favore degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, residenti in comuni montani classificati ad alta marginalità con deliberazione del Consiglio regionale 12 dicembre 2000, n. 102 - 36778 e successive modifiche, a parziale compensazione delle spese effettivamente sostenute per il soggiorno nei luoghi di frequenza.
[24]
5. 
Il provvedimento di cui all'articolo 27 individua le modalità di graduazione degli assegni di studio a favore dei residenti in comuni in situazioni di svantaggio.
[25]
Art. 20. 
(Orientamento)
1. 
La Regione garantisce ai cittadini di ogni età il diritto all'orientamento per la conoscenza delle opportunità finalizzate alla costruzione di percorsi individuali in ambito educativo, scolastico e formativo, tenendo conto delle capacità e delle aspirazioni individuali per il pieno sviluppo della persona umana e in relazione ai cambiamenti sociali.
2. 
Gli interventi e i servizi per l'orientamento si realizzano con il concorso dei soggetti statali e privati che attuano le politiche integrate dell'educazione, dell'istruzione e della formazione.
3. 
La Giunta regionale definisce le modalità e i criteri per l'erogazione del contributo.
[26]
Art. 21. 
(Progetti di sperimentazione organizzativa, didattica ed educativa)
1. 
La Regione, anche su proposta delle autonomie locali, ha facoltà di prevedere specifici stanziamenti per la realizzazione di progetti di sperimentazione organizzativa, didattica ed educativa e delle azioni volte a garantire e migliorare i livelli di qualità dell'offerta formativa ed educativa previste all'articolo 4, comma 1, lettera g).
[27]
2. 
La Regione sostiene le istituzioni scolastiche pubbliche nella realizzazione di progetti relativi ad attività formative integrative nell'ambito di iniziative di carattere regionale individuate dalla Giunta regionale.
[28]
2 bis. 
La Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente, individua i criteri e le modalità per la realizzazione dei progetti e delle azioni di cui al comma 1.
[29]
Art. 22. 
(Interventi relativi all'edilizia scolastica)
1. 
La Regione persegue l'obiettivo di incrementare una scuola di qualità e di realizzare una equilibrata organizzazione territoriale del sistema scolastico, con riferimento agli andamenti demografici e migratori.
2. 
Per le finalità di cui al comma 1 la Giunta regionale, ai sensi dell' articolo 11 della legge 11 gennaio 1996, n. 23 (Norme per l'edilizia scolastica), approva norme tecniche integrative relative anche agli standard di qualità degli edifici scolastici.
3. 
La Regione, secondo le indicazioni contenute nel provvedimento di cui all'articolo 27 e sulla base delle risorse disponibili, può concedere agli enti locali territoriali o loro associazioni, come disciplinato dalla normativa vigente, contributi per interventi edilizi finalizzati a:
[30]
a) 
adeguare il patrimonio edilizio scolastico esistente alle norme vigenti in materia di agibilità, sicurezza, igiene ed alle normative regionali integrative di cui al comma 2;
b) 
recuperare e riqualificare il patrimonio edilizio scolastico esistente, con particolare riguardo agli edifici aventi valore storico - monumentale ed ambientale;
c) 
realizzare nuovi edifici scolastici e completare strutture scolastiche esistenti.
4. 
La Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente, approva con proprio atto deliberativo gli interventi regionali di edilizia scolastica individuando:
[31]
a) 
i soggetti che possono presentare le proposte di interventi di edilizia scolastica;
b) 
i requisiti minimi delle proposte di intervento;
c) 
la procedura per la predisposizione dei piani annuali;
d) 
le modalità di assegnazione dei finanziamenti.
5. 
Sono di competenza dei comuni le funzioni relative all'edilizia scolastica riguardanti le scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado aventi interesse locale.
6. 
Sono di competenza della città metropolitana e delle province le funzioni relative all'edilizia scolastica riguardanti le scuole secondarie di secondo grado.
[32]
7. 
La città metropolitana e le province esercitano altresì le funzioni amministrative relative all'attuazione dei programmi in favore dei comuni, singoli e associati, per mirati e limitati interventi di edilizia scolastica e per gli interventi su palestre ed impianti ginnico-sportivi, nonché per gli interventi urgenti dovuti ad esigenze di sicurezza e di igiene.
[33]
Art. 23. 
(Anagrafe regionale dell'edilizia scolastica)
1. 
La Regione, previ accordi di collaborazione con gli enti locali, istituisce l'anagrafe regionale dell'edilizia scolastica e si avvale della stessa per i propri compiti di indirizzo e pianificazione degli interventi a favore del patrimonio di edilizia scolastica del sistema dell'istruzione piemontese.
2. 
L'anagrafe regionale dell'edilizia scolastica del sistema dell'istruzione piemontese, finalizzata alla condivisione di dati ed informazioni sugli edifici scolastici con gli enti locali competenti, opera anche in un quadro d'integrazione e condivisione delle informazioni con i sistemi informativi degli enti locali stessi, attraverso uno specifico sistema informativo regionale, in grado di integrarsi con l'anagrafe nazionale dell'edilizia scolastica prevista dall' articolo 7 della l. 23/1996 .
Art. 24. 
(Anagrafe regionale degli studenti)
1. 
La Giunta regionale, con proprio provvedimento, al fine di combattere la dispersione scolastica, istituisce, su base provinciale, l'anagrafe regionale degli studenti piemontesi nei sistemi dell'istruzione e dell'istruzione e formazione professionale e ne disciplina il funzionamento.
2. 
L'anagrafe regionale degli studenti, finalizzata alla condivisione di dati ed informazioni sugli studenti piemontesi con gli enti locali competenti, opera in un quadro d'integrazione delle informazioni.
Art. 25. 
(Contribuzione degli utenti)
1. 
I destinatari degli interventi di cui all'articolo 4, comma 1, lettera a), concorrono al costo dei servizi con contributi differenziati in base alle rispettive condizioni economiche.
2. 
Sono esclusi dalla contribuzione degli utenti gli interventi per l'assistenza ed il trasporto degli allievi disabili fino all'assolvimento dell'obbligo d'istruzione e per la fornitura gratuita dei libri di testo nelle scuole primarie.
3. 
I comuni individuano le fasce economiche di contribuzione e di esenzione a cui rapportare i contributi, tenendo conto delle indicazioni contenute nell'atto di indirizzo di cui all'articolo 27.
[34]
Art. 26. 
(Conferenza regionale per il diritto allo studio e la libera scelta educativa)
1. 
Al fine di elaborare proposte per gli interventi regionali e di valutarne e monitorarne l'attuazione e l'efficacia, è costituita la Conferenza regionale per il diritto allo studio e la libera scelta educativa.
1 bis. 
Per le finalità previste dal comma 1, la Conferenza regionale per il diritto allo studio e la libera scelta educativa si riunisce di diritto nei mesi di febbraio ed ottobre di ogni anno.
[35]
2. 
La Conferenza è composta dai seguenti membri:
a) 
l'assessore regionale competente in materia di istruzione, o suo delegato, che la presiede;
b) 
il Sindaco metropolitano e i Presidenti delle province o loro delegati;
[36]
c) 
quattro rappresentanti dell'Associazione nazionale comuni italiani (ANCI);
d) 
un rappresentante dell'Associazione nazionale piccoli comuni (ANPCI);
e) 
due rappresentanti dell'Unione nazionale comunità montane (UNCEM);
f) 
un rappresentante della Lega delle autonomie locali;
g) 
il direttore dell'Ufficio scolastico regionale per il Piemonte;
h) 
un rappresentante per ognuna delle organizzazioni sindacali confederali e di categoria comparativamente più rappresentative a livello nazionale;
i) 
un rappresentante per ognuna delle associazioni delle istituzioni scolastiche autonome;
j) 
un rappresentante per ognuna delle strutture formative di cui all' articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2007);
k) 
un rappresentante per ognuna delle associazioni professionali degli insegnanti riconosciute a livello regionale;
l) 
un rappresentante per ognuna delle associazioni dei dirigenti scolastici riconosciute a livello regionale;
m) 
un rappresentante per ognuna delle associazioni e coordinamenti dei genitori riconosciuti a livello regionale;
n) 
i presidenti delle consulte provinciali degli studenti;
o) 
un rappresentante per ognuna delle associazioni studentesche che compongono la Consulta regionale dei giovani.
3. 
Relativamente ai componenti di cui alle lettere c), d), e), f) h), i), j), k), l), m) e o) del comma 2, il Presidente della Giunta regionale, in base alle designazioni effettuate dalle rispettive associazioni competenti a livello regionale, nomina e revoca i membri della Conferenza con proprio decreto.
4. 
I componenti durano in carica cinque anni e svolgono le funzioni fino all'insediamento della Conferenza successiva.
5. 
La Conferenza elegge nel proprio seno un Comitato ristretto composto da un rappresentante designato da ciascuna delle componenti indicate al comma 2 con il compito di recepire le indicazioni della Conferenza stessa e di formulare le conseguenti proposte di interventi alla Giunta regionale.
6. 
La Conferenza disciplina con proprio regolamento le modalità di organizzazione e funzionamento.
7. 
Le funzioni di segreteria della Conferenza sono assicurate dalla struttura regionale competente in materia di istruzione.
Art. 27.[37] 
(Atto di indirizzo per l'attuazione degli interventi per il diritto allo studio)
1. 
La Giunta regionale, tenuto conto delle indicazioni espresse dalla Conferenza regionale di cui all'articolo 26, presenta al Consiglio regionale per la sua approvazione la proposta di atto di indirizzo per l'attuazione degli interventi di cui all'articolo 4 della legge.
2. 
Il provvedimento di cui al comma 1 definisce:
a) 
le linee di sviluppo delle azioni in materia di diritto allo studio e i criteri di riparto delle risorse tra gli enti locali;
b) 
le modalità per l'attribuzione degli assegni di studio di cui all'articolo 12, le fasce di reddito per accedervi, i relativi criteri;
c) 
i criteri per l'attribuzione delle borse di studio di cui all'articolo 11 e le relative fasce di reddito per averne accesso;
d) 
i criteri per l'attribuzione dei benefici di cui all'articolo 10 e le relative fasce di reddito per averne accesso;
e) 
gli interventi di edilizia scolastica;
f) 
i criteri e le modalità per la realizzazione di ogni altro intervento previsto dalla legge, la cui attuazione non sia demandata alla Giunta regionale.
3. 
L'atto di indirizzo di cui al comma 1 è sottoposto a modifica con le stesse modalità previste per la sua approvazione.
4. 
La Giunta regionale può attuare interventi straordinari in caso di necessità o emergenze particolari, destinando specifiche risorse.
Art. 28. 
(Sportello per il cittadino)
1. 
Al fine di agevolare il cittadino nell'esercizio dei diritti, degli interessi e delle aspettative riconosciuti dalla legge a favore di tutti i soggetti del sistema dell'istruzione e dell'istruzione e formazione piemontese, la Regione promuove presso i comuni singoli od associati, anche attraverso l'avvalimento dei relativi uffici di relazione con il pubblico, l'attivazione di uno sportello con le seguenti funzioni:
a) 
ricevimento di ogni istanza, domanda o richiesta contemplata dalla legge avanzata da parte dei soggetti interessati;
b) 
inoltro di tali istanze ai soggetti ed alle autorità competenti per la decisione, previa valutazione della loro correttezza e completezza formale;
c) 
comunicazione all'interessato, entro trenta giorni dalla presentazione delle istanze, dell'esito del procedimento, ovvero dell'autorità o soggetto competente, che provvederà a tale comunicazione;
d) 
assistenza a favore dei soggetti interessati nella formulazione delle istanze, assicurandone la corretta e completa informazione in ordine ai propri diritti ed alle condizioni per il loro esercizio;
e) 
ricevimento di ogni contestazione, doglianza o suggerimento formulato in forma verbale o scritta da parte dei soggetti interessati destinatari delle attività, e successivo inoltro delle medesime presso i soggetti competenti.
2. 
La Giunta regionale provvede a disciplinare, sentita la Conferenza regionale di cui all'articolo 26, le competenze ed i procedimenti rimessi all'attività dell'ufficio.
Art. 29. 
(Funzioni della Regione)
1. 
La Regione esercita funzioni di programmazione e di indirizzo nelle materie della legge, anche coordinando le politiche di istruzione formazione professionale e di educazione permanente con le proprie politiche sociali, sanitarie, ambientali, culturali, sportive, della montagna e giovanili, di cui ai rispettivi atti di programmazione.
2. 
La Regione esercita le funzioni amministrative delegate di cui all' articolo 138 del decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59 ).
3. 
Compete altresì alla Regione l'esercizio delle seguenti funzioni:
a) 
la ripartizione dei fondi statali per la fornitura dei libri di testo, di cui all'articolo 8, comma 3;
b) 
l'attribuzione dei benefici di cui all'articolo 10;
c) 
l'attribuzione delle borse di studio di cui all'articolo 11;
d) 
l'attribuzione dell'assegno di studio di cui all'articolo 12;
e) 
l'assegnazione dei fondi straordinari di cui all'articolo 13;
f) 
l'erogazione dei contributi integrativi, di cui all'articolo 14;
g) 
l'individuazione delle tipologie dei disturbi di apprendimento o di situazione di disagio, per le quali possono essere previsti i progetti educativi speciali di cui all'articolo 15;
h) 
la stipulazione e l'attuazione dei protocolli di cui all'articolo 16;
i) 
la definizione delle ulteriori aree territorialmente disagiate ed il sostegno agli interventi di cui all'articolo 19;
j) 
il sostegno agli interventi di cui all'articolo 21;
k) 
la concessione dei contributi per gli interventi di cui all'articolo 22;
l) 
la realizzazione e la gestione delle anagrafi di cui agli articoli 23 e 24;
m) 
l'individuazione delle competenze e dei procedimenti rimessi all'attività dello sportello per il cittadino di cui all'articolo 28;
n) 
la previsione di forme alternative di valutazione della situazione economica ai sensi dell'articolo 33;
n bis) 
la promozione, anche attraverso protocolli o intese con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca o con l'Ufficio scolastico regionale o con singole istituzioni scolastiche e formative, di percorsi informativi e formativi, rivolti al personale docente e non docente, alle famiglie e agli studenti, riguardanti le tecniche salvavita, della prevenzione primaria, della disostruzione delle vie aeree in ambito pediatrico con rianimazione cardiopolmonare, dell'uso del defibrillatore semiautomatico e degli elementi di primo soccorso con particolare riferimento alle funzioni vitali dai centri di formazione BLSD accreditati dalla Regione Piemonte;
[38]
n ter) 
la sensibilizzazione, tramite campagne di comunicazione gestite dalle Aziende sanitarie regionali, delle istituzioni scolastiche e formative, rivolte al personale docente e non docente, ai genitori e agli studenti sulle tecniche salvavita, sulla prevenzione primaria, sulla disostruzione delle vie aeree in ambito pediatrico con rianimazione cardiopolmonare, sull'uso del defibrillatore semiautomatico e sugli elementi di primo soccorso con particolare riferimento alle funzioni vitali. In particolare, prima dell'inizio di ogni anno scolastico, la Regione informa i dirigenti scolastici sulla possibilità di far partecipare il personale docente e non docente ai percorsi informativi e formativi sulle tecniche sopraccitate, tenuti dai centri di formazione BLSD accreditati dalla Regione Piemonte;
[39]
n quater) 
la previsione di una specifica premialità nei criteri dei bandi e nell'erogazione di contributi a favore delle scuole dell'infanzia che realizzano percorsi informativi e formativi sulle tecniche salvavita, sulla prevenzione primaria, sulla disostruzione delle vie aeree in ambito pediatrico con rianimazione cardiopolmonare, sull'uso del defibrillatore semiautomatico e sugli elementi di primo soccorso con particolare riferimento alle funzioni vitali, tenuti dai centri di formazione BLSD accreditati dalla Regione Piemonte, rivolti al personale docente e non docente, alle famiglie e ai minori.
[40]
4. 
La Regione, con la collaborazione della Conferenza di cui all'articolo 26, compie le azioni necessarie per assicurare il monitoraggio sull'utilizzo delle risorse e l'attuazione degli interventi regionali.
Art. 30.[41] 
(Funzioni della città metropolitana e delle province)
1. 
La città metropolitana e le province esercitano le seguenti funzioni:
[42]
a) 
concorrono all'elaborazione dell'atto di indirizzo di cui all'articolo 27 e favoriscono, nel proprio ambito territoriale, il coordinamento delle azioni di cui alla presente legge promuovendo l'esercizio di funzioni associate;
[43]
b) 
svolgono le funzioni riguardanti l'istruzione secondaria di secondo grado di cui all' articolo 139 del d.lgs 112/1998 ;
c) 
promuovono la stipulazione degli accordi di collaborazione di cui all'articolo 5;
d) 
predispongono ed approvano il piano annuale degli interventi in materia di assistenza scolastica di cui all'articolo 6 ed erogano le relative risorse;
e) 
predispongono ed approvano il piano annuale degli interventi in materia di prevenzione e recupero di cui all'articolo 7 ed erogano le relative risorse;
f) 
predispongono ed approvano il piano annuale degli interventi in materia di dotazioni librarie di cui all'articolo 8, commi 1 e 2, ed erogano le relative risorse;
g) 
provvedono agli interventi di cui all'articolo 15;
h) 
sostengono gli interventi di inserimento di cui all'articolo 17, con riguardo agli allievi delle scuole secondarie di secondo grado e dei percorsi di formazione professionale;
i) 
sostengono le azioni formative di cui all'articolo 18, stipulando apposite convenzioni con le case circondariali;
j) 
eseguono gli interventi di edilizia scolastica di cui all'articolo 22, comma 6;
k) 
adottano i provvedimenti per l'attuazione dei programmi di edilizia scolastica di cui all'articolo 22, comma 7.
Art. 31.[44] 
(Funzioni dei comuni)
1. 
I comuni esercitano le seguenti funzioni:
a) 
concorrono all'elaborazione dell'atto di indirizzo di cui all'articolo 27;
b) 
svolgono le funzioni riguardanti le scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado di cui all' articolo 139 del d.lgs. 112/1998;
c) 
svolgono, in forma singola o associata, tutte le azioni necessarie per attuare:
1) 
gli interventi di trasporto e mensa per le scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado;
2) 
gli interventi relativi ai servizi residenziali ove necessari;
3) 
le convenzioni con le scuole dell'infanzia di cui all'articolo 14 procedendo all'erogazione dei relativi fondi;
4) 
gli interventi di cui all'articolo 15;
5) 
gli interventi di inserimento di cui all'articolo 17, con riguardo agli allievi delle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado;
6) 
le azioni formative di cui all'articolo 18, stipulando apposite convenzioni con le case circondariali;
7) 
gli interventi di edilizia scolastica di cui all'articolo 22, comma 5;
8) 
la fornitura dei libri di testo;
9) 
l'istituzione dello sportello per il cittadino di cui all'articolo 28;
d) 
individuano le fasce economiche di contribuzione ed esenzione di cui all'articolo 25.
2. 
Per la fornitura dei libri di testo di cui al numero 8) della lettera c) del comma 1, i comuni di residenza, salvo che intervengano accordi diversi fra il comune di residenza ed il comune sede della scuola frequentata, provvedono alla fornitura gratuita dei libri di testo agli allievi della scuola primaria, ai sensi dell' articolo 156, comma 1, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 (Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado) e dell' articolo 27 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 (Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo), garantendo la libera scelta del fornitore da parte delle famiglie.
3. 
L'organizzazione del servizio di mensa è di competenza dei comuni ove ha sede la scuola, salvo che intervengano accordi diversi fra i comuni interessati.
Art. 32. 
(Trasferimenti di risorse agli enti locali)
1. 
La Giunta regionale provvede ad individuare, a favore della città metropolitana, delle province e dei comuni singoli o associati, le risorse necessarie per la gestione delle funzioni attribuite dalla legge in misura non inferiore all'uno per cento del complesso delle risorse disponibili.
[45]
2. 
Il trasferimento delle risorse di cui al comma 1 avviene con le modalità previste dall' articolo 10 della legge regionale 20 novembre 1998, n. 34 (Riordino delle funzioni e dei compiti amministrativi della Regione e degli enti locali).
Art. 33. 
(Modalità di definizione fasce di reddito)
1. 
Per l'individuazione dei limiti e delle fasce di reddito per accedere ai benefici finanziari previsti dagli articoli 8, 10, 11 e 12 si applicano le procedure previste dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109 (Definizione dei criteri unificati di valutazione della situazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate a norma dell' articolo 59, comma 51, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 ).
2. 
Nel caso di minori stranieri le cui famiglie siano per motivi oggettivi impossibilitate a presentare la dichiarazione ISEE e comunque soggetti all'obbligo scolastico ai sensi dell' articolo 38 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), la Regione, nel provvedimento di cui all'articolo 27, può prevedere forme alternative di valutazione della situazione economica.
[46]
Art. 34.[47] 
(Clausola valutativa)
1. 
La Giunta regionale rende conto al Consiglio regionale dell'attuazione della legge e dei risultati da essa ottenuti nel concorrere alla rimozione degli ostacoli che si frappongono al pieno godimento del diritto allo studio, all'istruzione e all'apprendimento, nonché alla tutela del principio della libertà di scelta educativa delle famiglie e degli studenti.
2. 
Per le finalità di cui al comma 1, la Giunta regionale presenta annualmente, avvalendosi dell'attività della Conferenza regionale di cui all'articolo 26, alla Commissione consiliare competente e al Comitato per la Qualità della normazione e la valutazione delle politiche, una relazione che, anche sulla base della interrelazione con le altre politiche regionali indicate all'articolo 29, comma 1, contiene risposte documentate in ordine alla realizzazione degli interventi realizzati ed al conseguente dettaglio delle risorse impegnate nei seguenti ambiti:
a) 
promozione del diritto allo studio nelle singole azioni attuative previste dalla legge, con particolare riferimento alle fasce deboli della popolazione;
b) 
azioni concernenti il profilo dell'assistenza scolastica, con peculiare attenzione agli interventi relativi al trasporto, alla mensa ed ai servizi residenziali;
c) 
entità dei contributi erogati alle scuole paritarie dell'infanzia;
d) 
numero annuale e importo complessivo dei benefici economici concessi agli studenti per la valorizzazione delle eccellenze e del merito e per le attribuzioni di borse ed assegni di studio;
e) 
entità dei contributi assegnati per gli interventi di edilizia scolastica e lo stato di attuazione degli stessi;
f) 
interventi realizzati nelle scuole ubicate in aree territorialmente disagiate, di cui all'articolo 19.
3. 
Per gli ambiti di cui alle lettere a) e b) del comma 2, la relazione indica il dettaglio delle azioni realizzate dagli enti locali a fronte delle risorse trasferite.
4. 
Le relazioni successive alla prima documentano inoltre gli effetti degli strumenti e delle azioni previste dalla legge per il perseguimento delle finalità di cui all'articolo 1.
5. 
Le relazioni sono rese pubbliche unitamente agli eventuali documenti del Consiglio regionale che ne concludono l'esame.
6. 
I soggetti pubblici e privati coinvolti nell'attuazione della legge forniscono le informazioni necessarie all'espletamento delle attività previste dai commi 2 e 4. Tali attività, se necessario, sono finanziate con le risorse di cui all'articolo 37.
Art. 35. 
(Norma transitoria)
1. 
Nel primo anno di vigenza della legge, e comunque sino all'approvazione del piano triennale di cui all'articolo 27, per gli interventi previsti dalle lettere a) e b) dell'articolo 4 continuano ad applicarsi le disposizioni di cui alla legge regionale 9 aprile 1985, n. 49 (Diritto allo studio. Modalità per l'esercizio delle funzioni di assistenza scolastica attribuite ai comuni a norma dell' articolo 45 del d.p.r. 24 luglio 1977 n. 616 ed attuazione di progetti regionali).
2. 
Nel primo anno di vigenza della legge, e comunque sino all'approvazione del piano triennale di cui all'articolo 27, per gli interventi previsti dalla lettera d) dell'articolo 4 continuano ad applicarsi tutte le disposizioni di cui alla legge regionale 6 agosto 1996, n. 61 (Contributi ai comuni per concorrere al funzionamento delle scuole materne autonome) e successive modifiche, ivi compreso il contributo previsto all'articolo 3 comma 1 lettera c).
3. 
Nel primo anno di vigenza della legge, e comunque sino all'approvazione del piano triennale di cui all'articolo 27, per gli interventi previsti dalla lettera g) dell'articolo 4 continuano ad applicarsi le disposizioni di cui alla legge regionale 28 agosto 1978, n. 58 (Promozione della tutela e dello sviluppo delle attività e dei beni culturali) e successive modifiche.
4. 
Nel primo anno di vigenza della legge, e comunque sino all'approvazione del piano triennale di cui all'articolo 27, per gli interventi previsti dalla lettera j) dell'articolo 4 si applicano gli articoli 120, 121 e 122 della legge regionale 26 aprile 2000 n. 44 (Disposizioni normative per l'attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 112 conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli enti locali, in attuazione del Capo I delle legge 15 marzo 1997, n. 59 ), così come inseriti dall' articolo 10 della legge regionale 15 marzo 2001, n. 5 .
5. 
Entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge e nelle more dell'approvazione del piano triennale di cui all'articolo 27, per l'anno scolastico 2007/2008 la Giunta regionale predispone gli atti per l'attuazione dell'articolo 10 secondo le previsioni di cui ai commi 6 e 7.
6. 
Per l'assegnazione del premio per la valorizzazione delle eccellenze di cui all'articolo 10, comma 1, la Giunta regionale definisce il livello di merito minimo nella media del dieci e, per gli studenti dell'ultimo anno, nella votazione di cento centesimi con lode all'esame di stato conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore; la Giunta regionale definisce inoltre la tipologia del premio anche tenuto conto del numero degli aventi diritto.
7. 
Per l'assegnazione dei benefici economici di cui all'articolo 10, comma 2, la Giunta regionale definisce in euro 25.000 l'indicatore ISEE del nucleo familiare per accedere al beneficio ed identifica il livello di merito minimo nella media del nove e, per gli studenti dell'ultimo anno, nella votazione di cento centesimi all'esame di stato conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore; la Giunta regionale definisce inoltre l'entità del premio anche tenuto conto del numero degli aventi diritto.
8. 
Entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge e nelle more dell'approvazione del piano triennale di cui all'articolo 27, per l'anno scolastico 2007/2008 la Giunta regionale predispone gli atti per l'attuazione dell'articolo 11, identificando in euro 20.000,00 l'indicatore ISEE del nucleo familiare al di sopra del quale non si può richiedere la borsa di studio e definendo l'importo delle borse stesse, tenuto conto del numero degli aventi diritto.
9. 
Entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge e nelle more dell'approvazione del piano triennale di cui all'articolo 27, per l'anno scolastico 2007/2008 la Giunta regionale predispone gli atti per l'attuazione dell'articolo 12, secondo le seguenti specificazioni:
a) 
per l'assegno di studio di cui all'articolo 12, comma 1, lettera a), l'importo massimo è definito in euro 900,00 per la scuola primaria, euro 1.200,00 per la scuola secondaria di primo grado ed euro 1.600,00 per la scuola secondaria di secondo grado;
b) 
per l'assegno di studio di cui all'articolo 12, comma 1, lettera b), l'importo massimo è definito in euro 200,00 per la scuola primaria, euro 300,00 per la scuola secondaria di primo grado ed euro 500,00 per la scuola secondaria di secondo grado e per i corsi di formazione professionale organizzati da agenzie formative accreditate ai sensi della legislazione vigente e finalizzati all'assolvimento dell'obbligo formativo.
10. 
Gli assegni di cui al comma 9 sono erogati fino alla misura del cento per cento ai richiedenti con indicatore ISEE inferiore o uguale a euro 24.000, fino alla misura del settantacinque per cento ai richiedenti con indicatore ISEE superiore a euro 24.000 e fino a euro 26.000 nonchè fino alla misura del cinquanta per cento ai richiedenti con indicatore ISEE superiore a euro 26.000 e fino a euro 29.000.
11. 
Nel primo anno di vigenza della legge, e comunque sino all'approvazione del piano triennale di cui all'articolo 27, le risorse di cui all'articolo 32 comma 1 sono gestite dalla Giunta regionale per le spese di funzionamento della legge, informata la Commissione consiliare competente.
12. 
Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge e nelle more dell'approvazione del piano triennale di cui all'articolo 27, per l'anno scolastico 2007/2008 la Giunta regionale predispone i piani di attuazione delle azioni previste all'articolo 4 lettere c), f), g), h), i) e j).
13. 
Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge la Giunta regionale attiva le procedure per indire la prima Conferenza regionale per il diritto allo studio e la libera scelta educativa. Entro i successivi novanta giorni la Giunta regionale presenta al Consiglio regionale per la sua approvazione la prima proposta di piano triennale.
Art. 36. 
(Norma abrogativa)
1. 
Ferme restando le previsioni di cui all'articolo 35, commi 1, 2 e 4 sono abrogate le seguenti disposizioni:
a) 
legge regionale 29 aprile 1985, n. 49 (Diritto allo studio. Modalità per l'esercizio delle funzioni di assistenza scolastica attribuite ai comuni a norma dell' articolo 45 del d.p.r. 24 luglio 1977, n. 616 , ed attuazione di progetti regionali);
b) 
legge regionale 6 agosto 1996, n. 61 (Contributi ai comuni per concorrere al funzionamento delle scuole materne autonome) e successive modifiche;
c) 
legge regionale 20 giugno 2003, n. 10 (Esercizio del diritto alla libera scelta educativa);
d) 
articoli 120, 121 e 122 della l.r. 44/2000 , così come inseriti dall' articolo 10 della l.r. 5/2001 .
Art. 37.[48] 
(Norma finanziaria)
1. 
Agli oneri di parte corrente e in conto capitale derivanti dall'attuazione della presente legge si fa fronte nell'esercizio 2016 con le risorse rispettivamente valutate in euro 30.737.601,00 e in euro 6.460.000,00, in termini di competenza e di cassa, allocate nella missione 04 (Istruzione e diritto allo studio), programma 04.07 (Diritto allo studio) e nella missione 04 (Istruzione e diritto allo studio), programma 04.03 (Edilizia scolastica (solo per le regioni)) del bilancio di previsione finanziario 2016-2018.
2. 
Agli oneri di parte corrente per ciascun anno del biennio 2017-2018, in termini di competenza, si fa fronte con le risorse valutate per il 2017 in 38.280.000,00 euro e per il 2018 in 27.047.010,00 euro e allocate nella missione 04 (Istruzione e diritto allo studio), programma 04.07 (Diritto allo studio) del bilancio di previsione finanziario 2016-2018.
3. 
Le risorse finanziarie stanziate per l'attuazione degli interventi previsti dalla presente legge sono assegnate in coerenza con le esigenze, anche di pianificazione, dei rispettivi beneficiari.
Art. 38. 
(Dichiarazione di urgenza)
1. 
La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell' articolo 47, comma 2 dello Statuto ed entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte.

La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Piemonte.

Data a Torino, addì 28 dicembre 2007
Mercedes Bresso

Note:

[1] Nel comma 2 dell'articolo 1 le parole ", alla città metropolitana" sono state aggiunte ad opera del comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 25 del 2016.

[2] La lettera m bis) del comma 2 dell'articolo 2 è stata inserita dal comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 7 del 2017.

[3] Nella lettera a) del comma 1 dell'articolo 4 le parole "dal piano triennale di cui all'articolo 27" sono state sostituite dalle parole "nel provvedimento di cui all'articolo 27" ad opera del comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 25 del 2016.

[4] La lettera d bis) del comma 1 dell'articolo 4 è stata inserita dal comma 2 dell'articolo 4 della legge regionale 7 del 2017.

[5] Nel comma 1 dell'articolo 5 le parole "la città metropolitana e" sono state aggiunte ad opera del comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 25 del 2016.

[6] Nel comma 1 dell'articolo 8 le parole ", con il piano triennale di cui all'articolo 27," sono state soppresse ad opera del comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 25 del 2016.

[7] Nel comma 2 dell'articolo 8 le parole "con il piano triennale di cui all'articolo 27 ha facoltà di prevedere" sono state sostituite dalle parole "può prevedere" ad opera del comma 2 dell'articolo 4 della legge regionale 25 del 2016.

[8] Il comma 3 dell'articolo 8 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 147 della legge regionale 19 del 2018.

[9] L'articolo 9 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 25 del 2016.

[10] Nel comma 3 dell'articolo 10 le parole "Il piano triennale di cui all'articolo 27 definisce" sono state sostituite dalle parole "Il provvedimento di cui all'articolo 27 individua" ad opera del comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 25 del 2016.

[11] Nel comma 2 dell'articolo 11 le parole "Il piano triennale" sono state sostituite dalle parole "Il provvedimento" ad opera del comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 25 del 2016.

[12] L'articolo 12 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale 25 del 2016.

[13] Nel comma 2 dell'articolo 13 le parole "Il piano triennale di cui all'articolo 27" sono state sostituite dalle parole "La Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente," ad opera del comma 1 dell'articolo 9 della legge regionale 25 del 2016.

[14] Nel comma 4 dell'articolo 14 le parole "dal piano triennale di cui all' articolo 27" sono state sostituite dalle parole "ai sensi dell'articolo 27" ad opera del comma 1 dell'articolo 10 della legge regionale 25 del 2016.

[15] Il comma 5 dell'articolo 14 è stato sostituito dal comma 2 dell'articolo 10 della legge regionale 25 del 2016.

[16] Nella lettera a) del comma 4 dell'articolo 15 le parole ", la città metropolitana" sono state aggiunte ad opera del comma 1 dell'articolo 11 della legge regionale 25 del 2016.

[17] Nel comma 5 dell'articolo 15 le parole "le comunità montane e collinari e le province provvedono, sulla base delle disponibilità finanziarie assegnate con il piano triennale di cui all'articolo 27 e sulla base" sono state sostituite dalle parole "la città metropolitana e le province provvedono, sulla base delle risorse finanziarie stanziate a tal fine e " e le parole "con le disponibilità finanziarie stanziate dal piano triennale di cui all'articolo 27," sono state sostituite dalle parole "nei limiti delle risorse disponibili," ad opera del comma 2 dell'articolo 11 della legge regionale 25 del 2016.

[18] Il comma 8 dell'articolo 15 è stato abrogato dal comma 3 dell'articolo 11 della legge regionale 25 del 2016.

[19] Nel comma 1 dell'articolo 16 le parole ", con il piano triennale di cui all'articolo 27, prevede" sono state sostituite dalle parole "può prevedere" ad opera del comma 1 dell'articolo 12 della legge regionale 25 del 2016.

[20] Nel comma 1 dell'articolo 17 le parole "secondo le linee dettate dal piano triennale di cui all'articolo 27, che può prevedere, a tal fine, appositi stanziamenti" sono state sostituite dalle parole "sulla base dell'atto di indirizzo di cui all'articolo 27" ad opera del comma 1 dell'articolo 13 della legge regionale 25 del 2016.

[21] Nel comma 1 dell'articolo 18 le parole ", con il piano triennale di cui all'articolo 27," sono state soppresse ad opera del comma 1 dell'articolo 14 della legge regionale 25 del 2016.

[22] Nel comma 1 dell'articolo 19 le parole "dall' articolo 48 della legge regionale 2 luglio 1999, n. 16 (Testo unico delle leggi sulla montagna) e dall' articolo 22 della legge regionale 28 febbraio 2000, n. 16 (Provvedimenti per la tutela e lo sviluppo dei territori e dell'economia collinare)" sono state sostituite dalle parole "dalla specifica normativa di sostegno al mantenimento dei servizi essenziali nelle zone montane e collinari," ad opera del comma 1 dell'articolo 15 della legge regionale 25 del 2016.

[23] Nel comma 3 dell'articolo 19 le parole "o da comunità montane e collinari" sono state soppresse ad opera del comma 2 dell'articolo 15 della legge regionale 25 del 2016.

[24] Nel comma 4 dell'articolo 19 le parole "La Regione eroga altresì assegni di studio in favore degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, residenti in comuni montani classificati ad alta marginalità ai sensi dell' articolo 4 della l.r. 16/1999" sono state sostituite dalle parole "Gli assegni di studio previsti dall'articolo 12 sono erogati in favore degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, residenti in comuni montani classificati ad alta marginalità con deliberazione del Consiglio regionale 12 dicembre 2000, n. 102 - 36778 e successive modifiche" ad opera del comma 3 dell'articolo 15 della legge regionale 25 del 2016.

[25] Il comma 5 dell'articolo 19 è stato sostituito dal comma 4 dell'articolo 15 della legge regionale 25 del 2016.

[26] Nel comma 3 dell'articolo 20 le parole "Il piano triennale di cui all'articolo 27 definisce l'ammontare delle risorse destinate," sono state sostituite dalle parole "La Giunta regionale definisce" ad opera del comma 1 dell'articolo 16 della legge regionale 25 del 2016.

[27] Il comma 1 dell'articolo 21 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 17 della legge regionale 25 del 2016.

[28] Il comma 2 dell'articolo 21 è stato sostituito dal comma 2 dell'articolo 17 della legge regionale 25 del 2016.

[29] Il comma 2 bis dell'articolo 21 è stato inserito dal comma 3 dell'articolo 17 della legge regionale 25 del 2016.

[30] Nel comma 3 dell'articolo 22 le parole "nel piano triennale di cui all'articolo 27" sono state sostituite dalle parole "nel provvedimento di cui all'articolo 27" ad opera del comma 1 dell'articolo 18 della legge regionale 25 del 2016.

[31] Il comma 4 dell'articolo 22 è stato sostituito dal comma 2 dell'articolo 12 della legge regionale 17 del 2013.

[32] Nel comma 6 dell'articolo 22 le parole "della città metropolitana e" sono state aggiunte ad opera del comma 2 dell'articolo 18 della legge regionale 25 del 2016.

[33] Nel comma 7 dell'articolo 22 le parole "Le province esercitano altresì le funzioni amministrative relative all'attuazione dei programmi in favore dei comuni, delle loro forme associative, delle comunità montane e collinari" sono state sostituite dalle parole "La città metropolitana e le province esercitano altresì le funzioni amministrative relative all'attuazione dei programmi in favore dei comuni, singoli e associati," ad opera del comma 3 dell'articolo 18 della legge regionale 25 del 2016.

[34] Nel comma 3 dell'articolo 25 le parole "nel piano triennale" sono state sostituite dalle parole "nell'atto di indirizzo" ad opera del comma 1 dell'articolo 19 della legge regionale 25 del 2016.

[35] Il comma 1 bis dell'articolo 26 è stato inserito dal comma 1 dell'articolo 20 della legge regionale 25 del 2016.

[36] Nella lettera b) del comma 2 dell'articolo 26 le parole "gli assessori provinciali competenti in materia di istruzione" sono state sostituite dalle parole "il Sindaco metropolitano e i Presidenti delle province" ad opera dal comma 2 dell'articolo 20 della legge regionale 25 del 2016.

[37] L'articolo 27 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 21 della legge regionale 25 del 2016.

[38] La lettera n bis) del comma 3 dell'articolo 29 è stata inserita dal comma 3 dell'articolo 4 della legge regionale 7 del 2017.

[39] La lettera n ter) del comma 3 dell'articolo 29 è stata inserita dal comma 3 dell'articolo 4 della legge regionale 7 del 2017.

[40] La lettera n quater) del comma 3 dell'articolo 29 è stata inserita dal comma 3 dell'articolo 4 della legge regionale 7 del 2017.

[41] La rubrica dell' articolo 30 è stata sostituita ad opera del comma 1 dell'articolo 22 della legge regionale 25 del 2016.

[42] Nell'alinea del comma 1 dell'articolo 30 le parole "Le province" sono state sostituite dalle parole "La città metropolitana e le province" ad opera del comma 2 dell'articolo 22 della legge regionale 25 del 2016.

[43] Nella lettera a) del comma 1 dell'articolo 30 le parole "del piano triennale di cui all'articolo 27" sono state sostituite dalle parole "dell'atto di indirizzo di cui all'articolo 27" ad opera del comma 3 dell'articolo 22 della legge regionale 25 del 2016.

[44] L'articolo 31 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 148 della legge regionale 19 del 2018.

[45] Nel comma 1 dell'articolo 32 le parole "della città metropolitana," sono state aggiunte e le parole "delle comunità montane o collinari" sono state soppresse ad opera del comma 1 dell'articolo 24 della legge regionale 25 del 2016.

[46] Nel comma 2 dell'articolo 33 le parole "in sede di piano triennale" sono state sostituite dalle parole "nel provvedimento di cui all'articolo 27" ad opera del comma 1 dell'articolo 25 della legge regionale 25 del 2016.

[47] L'articolo 34 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 26 della legge regionale 25 del 2016.

[48] L'articolo 37 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 27 della legge regionale 25 del 2016.